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Viterbo - La scrittrice sopravvissuta ai campi di sterminio ieri durante la presentazione del progetto Talenti dell'associazione Juppiter: "È come negli anni '20-'40"

Edith Bruck: “Il nazismo è tornato”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Il nazismo è tornato. Io stessa ho sognato che una bandiera con la croce uncinata mi stava soffocando”. La scrittrice Edith Bruck ieri durante la presentazione di Talenti, il nuovo progetto dell’associazione Juppiter. Con un video inviato al presidente Salvatore Regoli e trasmesso in occasione dell’inaugurazione del centro di produzione nei locali della parrocchia dei Santi Ilario e Valentino al quartiere Villanova di Viterbo. 

“Vivo malissimo questo periodo – ha detto Bruck – perché non avrei immaginato che il nazismo potesse ritornare un’altra volta. Tutti però possono fare qualcosa, di qualsiasi età, migliorando questo mondo, rispettando e accogliendo il prossimo e pensando di non essere meglio degli altri”.


Edith Bruck in videoconferenza coi ragazzi

Edith Bruck


Edith Bruck è una scrittrice ungherese naturalizzata italiana. Nella primavera del 1944, a tredici anni, dal ghetto di Sátoraljaújhely in Ungheria viene deportata ad Auschwitz e poi in altri campi tedeschi: Kaufering, Landsberg, Dachau, Christianstadt e, infine, Bergen-Belsen, dove verrà liberata, insieme alla sorella, nell’aprile del 1945. Dai campi di sterminio non faranno più ritorno la madre, il padre, un fratello e altri familiari.

“A scuola si impara molto poco della storia, una storia che non si insegna – ha proseguito la scrittrice -. Dopo la guerra volevano tutti la riconciliazione, volevano dimenticare e rimuovere tutto. Abbiamo cominciato a parlare dei campi di sterminio dopo 10 anni perché la ferita sanguinava ancora in tutti i paesi europei”. 

“Oggi sono tornati razzismo, antisemitismo, discriminazione, odio verso i migranti, odio verso gli ebrei. Tutto è tornato come negli anni ’20-’40 del secolo scorso. Questo è molto pericoloso – ha concluso Edith Bruck -. Io sono desolata e vivo molto male quest’epoca, perché non riesco a capire come possiamo trasmettere la tolleranza, l’uguaglianza di tutti, indipendentemente dal colore della pelle. Se le persone non hanno imparato queste cose, possiamo forse noi, quattro gatti sopravvissuti ai campi di sterminio, cambiare la mentalità della gente e dei giovani?”.


Il lager di Bunchenwald

Il lager di Bunchenwald


“Con il progetto – ha spiegato Regoli in conferenza stampa, parlando di Talenti – cercheremo di ‘stanare’ i talenti nel campo dell’arte, nella divulgazione scientifica, la storia, lo spettacolo, la comunicazione sociale. Talenti è costruire la comunità partendo dalla fiducia nei giovani e nel futuro. Talenti è un progetto nazionale che coinvolgerà scuole, periferie, realtà sociali e istituzionali. I primi poli di sperimentazione saranno a Viterbo, Napoli e Verona. Il tutto all’interno della comunità Exodus di don Antonio Mazzi. Talenti è una piattaforma digitale dove verranno caricati tutti i contenuti creati dai ragazzi per poi essere messi a disposizione di tutti online”.

Daniele Camilli


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20 aprile, 2023

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