Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Leggendo le dichiarazioni del consigliere Panunzi sul bilancio regionale ci viene il dubbio che in tutti questi anni sia vissuto in un altra Regione. E che non si senta minimamente responsabile del fatto che, non avendo approvato la legge di stabilità e il bilancio di previsione 2023, ha costretto, insieme ai suoi compagni di banco, la nostra regione all’esercizio provvisorio destinandola, se solo non avessimo approvato il bilancio in Aula entro il 31 marzo, addirittura alla gestione provvisoria che equivale alla paralisi completa del Lazio.
Entrando nel merito dei numeri, basti pensare che i 22,8 miliardi di cui stiamo parlando rappresentano uno stock di debito finanziario record mai avuto nel Lazio. E che i 216 milioni di disavanzo della sanità, già accertato nel 2022, rischiano di diventare 600 milioni di debito per il 2023, un punto di non ritorno del quale la coalizione delle sinistre e del M5S dovrà essere ritenuta responsabile.
Mi permetto, quindi, di consigliare al collega Panunzi un po’ di prudenza prima di snocciolare dati che sono stati già messi in evidenza dalla Magistratura contabile e che la Giunta Zingaretti ha fatto finta di non comprendere appellandosi a più riprese e senza successo alle parifiche della Corte dei Conti che ha peraltro imposto il divieto assoluto di accedere a nuovo debito.
Ad ogni modo, a noi questo tipo di polemiche non interessano. Ci preme, piuttosto, restare concentrati e lavorare per dare le risposte a cittadini ed imprese del Lazio che restano l’unico focus del nostro impegno istituzionale e del nostro lavoro quotidiano.
Daniele Sabatini
capogruppo FdI in consiglio regionale
– Panunzi (Pd): “Regione, chi grida al debito vuole di nuovo commissariare la sanità…”
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