Viterbo – “Siete uomini e donne di pace e insieme difenderemo la libertà di culto vigilando contro ogni forma di discriminazione”. Ieri mattina il prefetto Antonio Cananà era alla festa di fine Ramadan. Eid al Fitr, la seconda ricorrenza più importante dell’Islam durante la quale si celebra la fine del mese sacro in cui i musulmani digiunano dall’alba al tramonto.
Viterbo – La festa di fine Ramadan
Oltre duemila le persone che si sono date appuntamento al centro sportivo del Pilastro, Viterbo, messo a disposizione dalla parrocchia del Sacro cuore. Assieme al prefetto e al presidente del centro culturale islamico Mohammed Kdib, c’erano anche il parroco del Pilastro, don Flavio Valeri, il segretario generale della Uila, il sindacato dei braccianti agricoli, il presidente di Arci solidarietà, Sergio Giovagnoli, e il diacono Noto Nanì, responsabile delle relazioni ecumeniche della diocesi.
“Siete uomini e donne di pace – ha detto il prefetto Cananà, intervento subito dopo la preghiera -. Alla comunità islamica si deve considerazione e rispetto. Una comunità aperta al dialogo e fortemente integrata nel tessuto sociale, che vive, prospera e lavora nel rispetto della costituzione coniugando i valori dell’Islam con i principi fondamentali della carta costituzionale. La comunità islamica è una risorsa importante, un argine all’oltranzismo religioso. Dobbiamo continuare su questo percorso virtuoso e insieme difenderemo la libertà di culto e vigileremo contro ogni forma di discriminazione”.
Viterbo – Mohammed Kdib e Antonio Cananà
Secondo l’Islam, il Ramadan è il mese in cui si pratica il digiuno, in commemorazione della prima rivelazione del Corano a Maometto.
“La comunità islamica continuerà ad essere un mattone di questa società – ha sottolineato Kdib – integrandosi nel modo giusto. Per dare una mano allo sviluppo del territorio e costruire ponti di pace, non muri”.
“Vi ho ospitato con molto piacere in questo nostro centro sportivo – ha commentato don Flavio Valeri -, per due motivi. Il primo, perché c’è una relazione di fraternità tra il presidente Mohammed Kdib e il nostro vescovo Orazio Francesco Piazza. Il secondo è perché siamo tutti fratelli, ci vogliamo bene e preghiamo Dio per la pace, la solidarietà e la fraternità”.
Viterbo – La festa di fine Ramadan
I musulmani a Viterbo sono circa 3 mila, oltre un terzo della popolazione straniera della città dei papi. E in città, negli ultimi anni, sono stati aperti i primi negozi Halal e alcune imprese di ortofrutta. Le componenti più importanti sono quelle senegalese, bengalese, tunisina, marocchina ed egiziana. Il grosso della forza lavoro è fatto di operai che lavorano sui cantieri o nelle cooperative di assistenza oppure di braccianti agricoli.
Viterbo – La festa di fine Ramadan
“Finché il problema dell’immigrazione – ha evidenziato Biagioli – non verrà affrontato concretamente dalla politica, ma continuerà ad essere uno strumento di campagna elettorale, non ci sarà soluzione. La questione va gestita in maniera vera dando l’opportunità a ogni essere umano, di qualsiasi parte del mondo, di cercare la propria dimensione, per lui e per la propria famiglia”.
“Un momento straordinario di grande partecipazione – ha concluso infine Giovagnoli -. Una giornata di fine Ramadan che testimonia la forte presenza della comunità musulmana nel territorio della Tuscia. Persone che lavorano e che si stanno confrontando con le istituzioni e le realtà associative”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: La festa di fine Ramadan – Video: Eid al Fitr
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