Viterbo – “La biblioteca è luogo di vita”. Lectio magistralis del vescovo Orazio Francesco Piazza, ieri pomeriggio nella sala Vincenzo Cardarelli del consorzio biblioteche di viale Trento a Viterbo. Assieme al vescovo, il commissario straordinario del consorzio, Paolo Pelliccia. Tra il pubblico, autorità civili, militari, dell’ordine pubblico e università degli studi della Tuscia. La sala è piena. L’argomento: “I luoghi della memoria: la biblioteca luogo di una memoria creativa”.
“La biblioteca è luogo di vita. E nella mia vita la biblioteca è stato un punto di riferimento fondamentale lungo un cammino di studi e ricerca che non si è mai interrotto”.
Piazza infatti è vescovo, saggista e docente di etica sociale presso la facoltà di scienze economiche e aziendali dell’università degli studi del Sannio di Benevento.
Viterbo – Orazio Francesco Piazza
“Una biblioteca è un santuario che si varca con la propria sensibilità per acquisire e rimodulare. Un luogo che coniuga il passato con il futuro come senso della luce”. E la biblioteca di viale Trento, ricostruita dalle macerie, passo dopo passo, da Paolo Pelliccia ne è un esempio. Lampante. Esempio di rinascita e per molti aspetti resistenza.
Il vescovo nel raccontare biblioteca, libri e memoria parte da un punto, segnato dalla storia. Il rogo dei libri da parte dei nazisti nella Berlino del 1933, 10 maggio. Quando vennero dati alle fiamme decine di migliaia di libri, 25mila volumi nella sola capitale tedesca, davanti agli occhi di nazisti, professori, studenti e migliaia di sostenitori. Pochi anni dopo la Notte dei cristalli, con l’uccisione di migliaia di ebrei in tutta la Germania e la soluzione finale, con i campi di sterminio e la guerra, che coinvolse tutta l’Europa, Italia inclusa.
“La sintesi di una tragedia umana – ha sottolineato Piazza -. Quando i libri vengono bruciati, poi tocca alle persone, perché dentro un libro c’è la vita. La coscienza critica di un soggetto è nella misura delle sue relazioni, la capacità di collocarsi nel mondo criticamente e responsabilmente. Un mondo senza la letteratura scritta è sconvolgente e triste. Una shoah dell’umanità”. Un’umanità senza memoria, destinata a perire. Ecco perché “non dovrebbe mai esserci un paese senza una biblioteca”. Perché una società senza memoria “è schiava dell’ossessione e dell’incertezza”.
Viterbo – La lectio magistralis del vescovo Orazio Francesco Piazza
La società di oggi, dove “il sapere è diventato sostanzialmente informazione. Un’informazione che non va in profondità, ma è mediata dall’immagine, che non permette la riflessione. E una volta che l’immagine sostituisce le parole, l’informazione è cancellata dalla vista. Scorre l’immagine e con essa la percezione”.
Viterbo – Paolo Pelliccia
“L’istituzione biblioteca non è solo luogo di conservazione ma soprattutto di diffusione concreta della consapevolezza sociale. Luogo vitale carico di voci e suoni. Un libro va ascoltato. Un libro, e il luogo biblioteca che lo contiene, genera la curiosità che esige di sostare nella lettura, lasciarsi sorprendere e coinvolgere. Riconsegnati poi alla realtà con un’energia rinnovata a più acute attenzioni. Una ricomposizione di membra che porta alla completezza un corpo. E quando un libro viene bruciato, qualcosa dentro di me muore”.
Ecco perché “la carenza di lettura è innanzitutto carenza etica e sociale. Contrariamente al conoscere condiviso che è invece radice profonda del vivere e di un futuro umanizzante”.
Daniele Camilli
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