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Cultura - L'incontro si è svolto oggi, martedì 18 aprile, a palazzo Brugiotti per iniziativa della Fondazione Carivit

Presentato il nuovo libro sul castello di Giulia Farnese

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Il castello di Carbognano

Il castello di Carbognano


Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un nuovo libro sul castello di Giulia Farnese. Se ne è parlato martedì 18 aprile a palazzo Brugiotti per iniziativa della Fondazione Carivit, in un affollato incontro al termine del quale è stato dato l’annuncio di un programma di iniziative per i prossimi tre anni, in onore di Giulia Farnese la Bella, nella ricorrenza del quinto centenario della sua morte.

Un folto pubblico insieme ad una numerosa rappresentanza di studiosi e appassionati del lascito culturale che la famiglia Farnese ha disseminato in molte zone italiane ed europee ma soprattutto nella Tuscia viterbese, ha partecipato con attento interesse alla presentazione, svoltasi martedì 18 aprile a palazzo Brugiotti, per iniziativa della Fondazione Carivit, di un nuovo libro scritto da due illustri studiose, una di origini viterbesi, l’altra che per molti anni ha insegnato nell’università della Tuscia, le professoresse Simonetta Valtieri e Daniela Gallavotti Cavallero.

Ha aperto i lavori il presidente della Fondazione Luigi Pasqualetti, il quale oltre a rivolgere i saluti a tutti i numerosi partecipanti, ha annunciato l’intenzione di sostenere le iniziative che coinvolgano Istituzioni pubbliche, studiosi, associazioni, giovani, operatori dei settori cultura e turismo, imprese, per ricordare in maniera non solo celebrativa il quinto centenario della morte di Giulia Farnese, che cadrà nel marzo 2024.

Il primo passo del percorso di tali celebrazioni riguarda il castello nel quale Giulia visse metà della sua vita, un edificio carico di storia e d’arte, ancora pressoché sconosciuto, che necessita di restauri importanti per poter essere valorizzato e reso fruibile. Ed è importante la recente generosa decisione dei privati attuali proprietari di affidare il castello al comune con un atto di comodato gratuito per quindici anni, dopo i quali continuerà per altri quindici la disponibilità gratuita per le attività culturali, il tutto sotto il controllo della Soprintendenza per l’archeologia, belle arti e paesaggi.

La soprintendente Margherita Eichberg è intervenuta subito dopo con una approfondita disamina della rilevanza ed originalità dei Beni culturali che abbondano nel territorio di Carbognano, dal Castello alle chiese di s. Maria della Concezione e della Madonna della Valle, fino a quelli più antichi quali s. Eutizio e di s. Donato, un patrimonio che reclama cura urgente ed attenta, per poi essere offerto alla fruizione del pubblico, e certamente lo Stato darà il suo concreto sostegno agli interventi che il Comune, la Regione, gli studiosi, proporranno per rendere quanto prima fruibile tale patrimonio, per gli abitanti del luogo, i visitatori ed i turisti, ma anche per rendere un omaggio omaggio postumo alla memoria di Giulia Farnese, che tanto amò questa località.

La disponibilità a collaborare alle iniziative che si propongono di valorizzare il lascito culturale, particolarmente ricco nel viterbese, della famiglia Farnese, è stata ribadita nell’intervento del professore Enrico Parlato, ordinario di Storia dell’arte moderna all’università della Tuscia.

Simonetta Valtieri, professore emerito già Ordinario di Storia dell’architettura e di restauro architettonico, ha iniziato il suo intervento come autrice del libro, ricordando che lo studio da cui è scaturito il volume è nato, anche grazie al sostegno della Fondazione Carivit, come iniziativa dell’Associazione “RinascimentiAmo: Un futuro per il Passato”, ed ha messo poi in evidenza il ruolo strategico di Carbognano come primo feudo acquisito dai Farnese nell’area più vicina a Roma rispetto alle terre di origine della famiglia, con la donazione fatta a Giulia Farnese dal marito Orsino Orsini nel 1497. Evidenziando come Giulia ‘la bella’, che ha spinto gli storici a ricercare nelle opere d’arte sua immagine – ‘offuscata’ dal fratello Alessandro, divenuto Paolo III dopo dieci anni dalla sua morte prematura (1524) –, sia conosciuta essenzialmente per aver contribuito alla nomina del fratello a cardinale, grazie ai i suoi ‘rapporti’ con il papa Borgia durati circa due anni, facendo passare in secondo piano il suo suolo di saggia Governatrice di Carbognano per circa un ventennio. Nel castello – dove Giulia si trasferirà alla morte del marito Orsino (1500)  e vivrà dal 1509 con il secondo marito, il nobile napoletano Giovanni Bozzuto – trasformato in una dimora pienamente rinascimentale, vengono individuate due fasi precedenti di costruzione, una medievale e una tardo quattrocentesca attuata dalla Camera Apostolica per la difesa dalle armi da fuoco, nonché il nome del committente di lavori di ‘abbellimento’ seicenteschi, il principe di Carbognano Egidio Colonna.

Subito dopo è intervenuta l’altra autrice, Daniela Gallavotti, già docente di Storia dell’Arte all’Università della Tuscia, la quale ha sintetizzato il proprio contributo scientifico, grazie al quale dall’analisi delle decorazioni pittoriche di alcune stanze del primo piano e da una nuova interpretazione degli stemmi dipinti nel salone del piano nobile viene anticipata la loro datazione entro il primo decennio del Cinquecento. La professoressa Gallavotti Cavallero ha quindi ripercorso per i presenti le pagine del volume dove viene effettuata una lettura dell’articolato programma iconografico presente nella ‘camera’ di Giulia, dove trionfa la presenza degli unicorni, che intende significare il riscatto della sua vita giovanile con il nuovo corso di vita intrapreso come Governatrice di Carbognano.

Le conclusioni dell’incontro le ha tratte Umberto Laurenti, già manager d’azienda e libero professionista il quale, anche in omaggio alle proprie radici viterbesi, ma anche come Amministratore di Schola Italica srl-Impresa Sociale e promotore della Italica Global Community, da qualche anno sta conducendo una efficace azione di animazione culturale locale, creando al contempo sinergie con altre realtà territoriali caratterizzate da affinità storico-culturali con i Borghi Farnesiani dei Cimini. Ecco alcuni passaggi del suo intervento:

Carbognano piccolo scrigno di beni culturali ed ambientali. Grazie alle sue caratteristiche naturali ed a Giulia Farnese che lì visse per almeno 20 dei suoi 50 anni di vita. A Carbognano Giulia cambiò vita e divenne imprenditrice agricola, mentre con autorevolezza si occupava delle più svariate questioni riguardanti il territorio dei Farnese. Ma soprattutto si dedicò a Carbognano, un borgo antico e dotato di resti etruschi, romani e medievali, ma prima del suo arrivo un normalissimo piccolo centro rurale che a seguito della peste del 1451 si era ridotto a 23 abitanti, 15 adulti e 8 ragazzi. Grazie a Giulia fu ampliato ed abbellito il castello, furono costruite o ristrutturate le chiese, e nacque il Borgo, con la conformazione e le dimensioni che resistono ancora oggi, insieme ai luoghi della vita comune, quali le strade, i vicoli, le piazze e le fontane, l’acquedotto, le stalle e i forni.

“Damnatio memoriae” dopo la morte di Giulia: né immagini né sepolcro.

Anche Carbognano, che finché visse Giulia, fu visitato o comunque conosciuto da chi contava, si è come chiuso in sé stesso al termine di quegli anni di splendore, conservando però tutto.

Rileggendo la vita di Giulia depurata dai pettegolezzi, ci rendiamo conto che il suo attivismo protofemminista determinò la fortuna della sua famiglia e quindi l’esistenza di innumerevoli capolavori a Caprarola, Roma, Parma e tanti altri luoghi, ed al contempo, come il suo testamento e gli atti notarili testimoniano, fu donna illuminata ed attenta alla comunità. L’incontro odierno è stato dedicato alla presentazione di un volume che finalmente ci descrive in maniera completa e scientifica il Castello, ma è anche l’avvio di una azione che, coinvolgendo gli altri Borghi Farnesiani della Tuscia, sia quelli dei Cimini che quelli intorno al lago di Bolsena, e poi Viterbo ed altre località, insieme alle Entità pubbliche e private che vorranno offrire sostegno economico, con il supporto autorevole di un Comitato Scientifico, predisponga e realizzi un programma di iniziative motivate dalla ricorrenza, nel marzo 2024, del V° Centenario della morte di Giulia. Un insieme di attività che dovranno essere caratterizzate dal coinvolgimento della popolazione locale per aiutare la crescita sociale, culturale ed imprenditoriale soprattutto dei giovani, ed attrarre nuove correnti di turismo consapevole ed amante della bellezza e della natura, nel segno della memoria. Non solo iniziative di carattere storico culturale, ma anche di coinvolgimento dell’opinione pubblica, quale ad esempio il Tour Cicloamatoriale “Percorsi farnesiani sulle tracce di Giulia Farnese la Bella” programmato per l’estate 2024 dalla Associazione “La Storia in Bici”, che toccherà tutti i Borghi Farnesiani della Tuscia e le città Farnesiane quali Viterbo, Roma, Pesaro, Rimini, Ferrara, Parma.

Associazione Rinascimentiamo


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18 aprile, 2023

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