Viterbo – “Da 100 copie al giorno ad appena 5-7, e a comprarli sono soprattutto gli anziani”. È la fotografia scattata dall’edicolante, Simonetta Milioni che sta tra corso Italia e via del Suffragio, Viterbo, da più di dieci anni. Una fotografia che riguarda la vendita dei giornali cartacei. “I quotidiani – ha sottolineato infatti Milioni – non sono più un traino delle edicole”. Quotidiani che una volta facevano storia. Anzi, come avrebbe detto il fondatore del Washington Post, Stilson Hutchins, la prima bozza della storia. Una realtà che invece, dopo l’avvento del digitale, ormai da circa trent’anni a questa parte, sta colando a picco.
Un’edicola, quella tra corso e Suffragio, oggi in vendita. 35 mila euro il prezzo di acquisto. “Ma vendo – spiega Milioni – non perché l’edicola vada male, ma perché voglio andare in pensione. Sto qui da più di dieci anni, faccio però questo mestiere da una ventina. All’inizio aiutavo una mia amica come dipendente. Quest’attività mi è sempre piaciuta”.
Viterbo – L’edicola di Simonetta Milioni
Simonetta Milioni è viterbese della Quercia, madre casalinga e padre camionista. Figlia di lavoratori. Testimone di una realtà, quella dei giornali, cambiata profondamente nel corso degli ultimi anni.
“L’edicola – spiega – qui va abbastanza bene, il punto è buono”. Quindi, se i quotidiani non si vendono, è perché proprio le persone non li acquistano. “Della mia famiglia nessuno la vuole rilevare, almeno per il momento”.
“A comprare i giornali – prosegue Simonetta Milioni – sono più gli anziani che i giovani. Quest’ultimi hanno internet e in edicola non ci vengono più, se non per qualche collezione di libri. Rispetto a qualche anno fa, poi, per la vendita dei giornali non c’è proprio paragone. Ad esempio, prima, per un quotidiano locale si vendevano quasi un centinaio di copie al giorno, quando andava male erano una cinquantina, adesso siamo sulle 5-6 copie al giorno. Non di più. E la stessa cosa vale per le testate nazionali”.
Viterbo – Simonetta Milioni
E con i giornali, come dimostrano i dati della Camera di commercio, a picco stanno andando anche i punti vendita degli stessi. Se nel 2016 quelli registrati in tutta la provincia di Viterbo, edicole, bar, supermercati, pompe di benzina e autogrill, erano 106, nel 2022 sono piombati a 84, con un calo del 20%. La stessa cosa vale per il capoluogo della Tuscia dove i punti vendita sono passati da 33 (2016) a 28 (2022), con una riduzione del 15%.
A colpire sono inoltre i dati riguardanti le nuove iscrizioni e le cessazioni di attività. In provincia, le chiusure dei punti vendita dei giornali cartacei, tra il 2016 e il 2022, sono state 69 a fronte di sole 30 nuove iscrizioni. A Viterbo, nello stesso periodo le cessazioni sono state 25 e le iscrizioni 12. Di fatto le chiusure dei punti vendita sono il doppio rispetto alle nuove aperture.
Viterbo – L’edicola di Simonetta Milioni
“I giornali restano ancora un punto di riferimento – commenta tuttavia Milioni – ma parliamo di settimanali, in particolar modo gossip oppure la settimana enigmistica, e ad acquistarli sono sempre gli anziani. I quotidiani non sono più un traino per le edicole. Tant’è vero che ho dovuto diversificare l’offerta introducendo giocattoli e giochi vari, le cose che di fatto si vendono di più”.
Tornasse indietro rifarebbe il lavoro dell’edicolante? “È un lavoro che mi è sempre piaciuto – risponde Simonetta Milioni -, ma con i tempi di oggi no, non lo rifarei”.
Infine un’ultima domanda. I giornali che vende se li legge? “Qualche volta – conclude Milioni -, ma preferisco guardare la tv sul computer”.
Daniele Camilli
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