Civita Castellana – “La progettualità è tutt’altro che sostenibile e green, è fondamentale un confronto tra amministrazioni comunali e associazioni di categorie”, dichiarano il consigliere regionale Enrico Panunzi, la segretaria provinciale Manuela Benedetti e il capogruppo locale Simone Brunelli. Sul ripristino della cava in località San Silvestro, interviene il Pd.
“Di tanto in tanto nel dibattito politico locale riemerge un tema decisivo per la salvaguardia del nostro territorio: il futuro delle oltre 50 cave dismesse presenti nel territorio provinciale – affermano Enrico Panunzi, Manuela Benedetti e Simone Brunelli – a riportare alta l’attenzione sulla questione è stata la recente istanza di via alla regione Lazio per il “ripristino ambientale” della cava in località San Silvestro, che in realtà a dispetto del nome nasconde una progettualità tutt’altro che green e sostenibile, ma una vera e propria discarica di inerti nel territorio di Civita Castellana”.
Proseguono: “Accanto alla nostra piena contrarietà al progetto, ribadita in tutte le sedi, riteniamo che sia il momento di fare un salto in avanti, di costruire un fronte comune tra cittadini, associazioni, agricoltori ed istituzioni che non si limiti a produrre le necessarie osservazioni contro la realizzazione di questa discarica, ma che si ponga come obiettivo un intervento normativo e risolutivo della regione Lazio, per porre fine una volta per tutte alla possibilità di utilizzare le cave dismesse come discariche”.
Inoltre, “Abbiamo apprezzato la linea istituzionale sostenuta dai comuni di Civita Castellana e Corchiano di chiedere fin dalle prime fasi il rispetto della norma che prevede il pieno coinvolgimento di un soggetto istituzionale fondamentale del nostro territorio, il Biodistretto.
Perché riconoscere il Biodistretto significa riconoscere e rispettare i percorsi che questo territorio ha scelto di perseguire, la sua naturale vocazione agricola e naturalistica. Ma a distanza di tempo, non avendo ricevuto alcuna risposta da parte della Regione Lazio, siamo molto preoccupati”.
“Se questa situazione si protrarrà oltre – continua il Pd -, si aprirà di fatto un conflitto istituzionale che necessiterà di risposte altrettanto forti e chiare da parte delle due amministrazioni omunali coinvolte e di tutta la comunità provinciale. Per cui è fondamentale unire le forze per farci ascoltare oggi e al tempo stesso programmare il futuro, costruendo insieme una proposta di ciò che vorremmo fare delle nostre cave, definendo con chiarezza quali attività possono essere svolte all’interno delle cave e quali no, garantendo in maniera definitiva la salvaguardia del nostro territorio”.
“Per noi qualsiasi progetto di ripristino delle cave non può che essere funzionale alla ripresa di equilibri naturali alterati dall’azione antropica o legato strettamente ad attività sportive, culturali, agricole, produzione di energia pulita e rinnovabile. Su questo tema riteniamo sia fondamentale un confronto aperto a livello provinciale, con le associazioni di categoria e le amministrazioni comunali”, concludono.
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