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Politica - Comune - Intervista al consigliere comunale di Io apro Rinascimento: “Ci sono tuttavia dei progetti per rilanciarla"

Ugo Poggi: “Viterbo capitale della cultura, era meglio risolvere prima i problemi della città e poi candidarla…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Viterbo capitale europea della cultura, era meglio risolvere prima i problemi della città e poi candidarla”. Ugo Poggi è consigliere comunale di maggioranza a sostegno della giunta della sindaca Chiara Frontini. Tuttavia, ha poi aggiunto Poggi, “ci sono dei progetti sul tavolo che a breve verranno discussi in giunta e in consiglio per rilanciarla”.

Ugo Poggi ha un negozio di fotografia lungo via Cavour a Viterbo che a breve compirà 50 anni e l’anno scorso si è candidato alle comunali nella lista di Vittorio Sgarbi, Io apro Rinascimento, del quale ha detto – a proposito delle sue molteplici cariche, sindaco, assessore, sottosegretario-: “ultimamente ha un po’ esagerato, ma credo si stia ridimensionando”.


Ugo Poggi

Ugo Poggi


Consigliere Ugo Poggi, dopo 9 mesi di amministrazione della sindaca Chiara Frontini, quali sono stati i risultati principali della sua azione di governo della città?
“I risultati sono diversi, ma in questo momento il più importante è il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un piano che serve al rinnovo della città. L’altro risultato è aver acquistato la società Francigena, cosa che ha evitato che andassero a casa 74 lavoratori. Poi ci sono state delle belle mostre”.

Tuttavia i lavori del Pnrr, soprattutto quelli a piazza del comune e quelli che si faranno a piazza della Rocca, hanno suscitato tutta una serie di polemiche, soprattutto per il periodo in cui si stanno svolgendo, Pasqua e festività primaverili, costringendo anche il mercato, proprio a piazza della Rocca, a slittare di un paio di mesi…
“Sì, questo è vero. Ma bisogna considerare pure che il Pnrr ha anche delle scadenze e non si poteva stare a guardare il periodo in cui cadevano i lavori per poterli fare. I cittadini devono pazientare se vogliamo vedere presto una città a misura d’uomo e a disposizione dei turisti che, ogni volta che vengono in città, dicono che è bellissima ma al tempo stesso che non è tenuta troppo bene”.

Tra chi ha sollevato critiche nei confronti dei lavori di ripavimentazione di piazza del Plebiscito ci sono anche gli organizzatori di Viterbo in festa, la manifestazione dedicata ai fiori che si svolgerà tra il 29 aprile e il primo maggio. Pare inoltre che tra gli organizzatori di Viterbo in festa e l’amministrazione comunale non corra buon sangue e che quest’ultima abbia in qualche modo preso le distanze dall’evento. È così?
“Le posso dire che, a proposito della manifestazione dedicata ai fiori, già c’era un progetto preparato per il 2024. Tenuto proprio conto dei lavori di ripavimentazione in corso”. 

Però il 2023 sarebbe restato scoperto…
“Sì, ma anche altri anni sono rimasti scoperti a causa della pandemia”.

Allora il 2023 era l’anno giusto per poter ripartire…
“Sì, sicuramente sì. Ma il problema è che la gente non viene preparata e avvisata correttamente dai giornalisti sulla responsabilità di un comune”.

Che vuol dire?
“Un comune ha delle responsabilità visive per quello che è il rispetto generale di tutta la cittadinanza e soprattutto verso i turisti”.

Va detto però l’assessore allo sviluppo economico del comune, Silvio Franco, ha detto che Viterbo in fiore, il vecchio nome della manifestazione, non si faceva perché mancavano “tempi e fondi”. Lei invece dice che non l’evento non si faceva perché ci sarebbero stati i lavori di ripavimentazione di piazza del Plebiscito…
“Io non posso rispondere. Posso solo dire che la città va sistemata quanto prima e che bisogna avere pazienza”.

Bisogna avere pazienza anche per il taglio dell’erba nel centro storico?
“Su questo si sta procedendo a settori per risolvere anche questo problema. Nel giro di 20 giorni, un mese tutta la città verrà ripulita”.


Chiara Frontini

Chiara Frontini


Lei si è candidato con la lista Io apro Rinascimento di Vittorio Sgarbi. Sgarbi è diventato poi assessore alla bellezza, ma da queste parti si fa vedere decisamente poco. Lei come se lo spiega?
“Sgarbi si tiene sicuramente in contatto con l’amministrazione comunale e penso con la sindaca. A volte anche con me. Il problema è che tutte le cariche che ha, a partire dall’incarico di sottosegretario, lo tengono in parte legato. Ma lui è sempre informato di quello che succede a Viterbo. Per Sgarbi Viterbo è un punto di battaglia per la sua bellezza”.

Ma secondo lei non è un po’ troppo che Sgarbi sia al tempo stesso assessore alla bellezza a Viterbo, sindaco di Sutri fino alla fine del mandato, sottosegretario ai beni culturali e ora anche candidato a sindaco di Arpino in provincia di Frosinone? Non sarebbe più opportuno concentrarsi su una sola cosa e farla bene?
“Ultimamente ha un po’ esagerato, ma credo che si stia ridimensionando. E dobbiamo fare in modo che non abbandoni Viterbo, altrimenti sarebbe una disfatta per tutta la città”. 

Ha esagerato in che senso?
“Ha esagerato nelle scelte”. 

Ridimensionando, invece, che significa?
“Sta cercando di non mettere troppa carne al fuoco e mantenere le promesse che ha fatto”.

Le mostre, volute proprio da Sgarbi e che lei prima citava, hanno comunque riscontrato poca partecipazione da parte del pubblico. Come mai secondo lei?
“La poca affluenza di pubblico andrà di certo studiata bene. L’importante, tuttavia, era presentare la città in un certo modo. Ci sono comunque altre cose di Vittorio in programma che dovranno essere approvate dalla giunta e di cui non posso parlare. Ma vedrete che ci saranno delle belle soddisfazioni”.


Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi


Quanto può reggere la candidatura di Viterbo capitale europea della cultura 2033, considerando che in città non c’è un cinema, il teatro comunale è di fatto a mezzo servizio, il museo civico è messo maluccio e i festival culturali sono quasi del tutto scomparsi?
“Credo che Viterbo a breve potrà presentare sicuramente una candidatura degna di una capitale europea. Ci sono anche dei festival in fase di organizzazione”.

Ma non era meglio prima risolvere i problemi della città, intendo cinema, musei eccetera, e poi presentare la candidatura?
“Sì, questo sì. Ma ci sono dei progetti sul tavolo che a breve verranno discussi in giunta e in consiglio per rilanciare la città”.

Daniele Camilli


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25 aprile, 2023

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