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Viterbo - Monsignore Orazio Francesco Piazza alla sala conferenze del CeDiDo a palazzo dei Papi ha presentato l'ultimo suo libro sul vescovo teologo di Lione

“In un tempo di confusione, vanno riscoperti grandi teologi come Ireneo…”

di Federica Focaracci
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Viterbo – “Ireneo è un uomo esempio da seguire e su cui dobbiamo riflettere in momenti di confusione come quello che viviamo. Un uomo dalla grande intelligenza e dal grande sapere che può insegnarci a ricostruire l’identità dell’essere umano perduta”. Monsignore Orazio Francesco Piazza ieri a palazzo dei Papi durante la presentazione del libro Ireneo di Lione doctor unitatis. Vescovo dichiarato dottore della chiesa da papa Francesco Bergoglio nel 2022. Un titolo dato a chi nelle storia della chiesa mostra una capacità intellettuale superiore e qualità di sapere. In tutto i dottori della chiesa sono 37. Oltre a Ireneo di Lione, c’è anche il filosofo e teologo Bonaventura da Bagnoregio, detto Doctor Seraphicus, cardinale vescovo di Albano che ha ottenuto il titolo nel 1588. E filosofi come il grande san Tommaso d’Aquino il Doctor Angelicus, che ha predicato a Viterbo. E ha rivoluzionato la teologia cattolica.


Viterbo - Il vescovo Orazio Francesco Piazza

Viterbo – Il vescovo Orazio Francesco Piazza


Ieri 25 aprile, giorno della ricorrenza della liberazione dell’Italia dal regime nazifascista, il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza ha presentato il suo libro Ireneo di Lione Doctor Unitatis ai presenti nella sala conferenze del centro diocesano di documentazione a palazzo dei Papi in piazza San Lorenzo. La piccola sala gremita di gente incuriosita che ha assistito all’incontro in assoluto silenzio.

Al fianco del vescovo di Viterbo, il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del dicastero delle cause dei santi che ha redatto la prefazione al libro e si è occupato insieme all’arcivescovo Fabio Fabene, segretario del dicastero vaticano, di introdurre al pubblico la figura di Ireneo di Lione. A moderare e a dare il benvenuto, Luciano Osbat direttore del CeDiDo. 

Viterbo - La presentazione del libro di Monsignore Orazio Francesco Piazza

Viterbo – La presentazione del libro di Monsignore Orazio Francesco Piazza


Di Ireneo non si hanno molti dati. Quel che si sa è che è stato vescovo teologo di Lione ed è nato tra il 130-140 d.c. in Turchia. Nel 177 d.c. è stato inviato in missione a Roma per dirimere questioni di ordine dottrinale ed è stato martirizzato. Tra le sue opere, la più famosa Adversus Haereses. Muore nel 202 d.c., così si dice. È il primo teologo sistematico della storia della chiesa. Fu un uomo di fede e pastore ed è riuscito ad affascinare e a coinvolgere grazie al suo saper unire fede e ragione.

Prima di lasciare la parola all’autore del libro, il cardinale Marcello Semeraro ha fatto una breve introduzione dell’opera redatta dal vescovo, soffermandosi sull’aspetto più importante trattato da monsignore Piazza, la sinodalità.

“Il santo padre – ha detto Semeraro riferendosi a papa Bergoglio – fin da subito aveva in mente di dare il titolo di Doctor Unitatis a Ireneo di Lione. Un titolo che è espressione dell’impegno ecumenico della chiesa Cattolica del teologo dato a suo tempo. Monsignore Piazza ha messo in evidenza un aspetto importante. La sinodalità. Siunodia, in latino, indica il gruppo di persone che procedono insieme uniti nel percorso della vita. Come una carovana in cammino verso una meta. Un’espressione usata da Ireneo per indicare gli eretici che si sono allontanati dalla chiesa, dalla carovana, e hanno preso altre vie perdendo di vista ciò che era la verità”.

“La carovana – ha continuato il cardinale – indica un vivere insieme, non solo un camminare insieme nella stessa meta. Nelle carovana una volta si gioiva e si soffriva congiunti fino a destinazione. Un vivere dinamico, non statico. Siamo una convivenza. Ai tempi d’oggi, si è persa”, ha concluso.

La parola al vescovo di Viterbo, Orazio Francesco Piazza. “Non è un caso che sia stato scelto il 25 aprile per la presentazione del mio libro – ha detto il vescovo Piazza -. Se penso alla manifestazione di questa mattina in piazza San Lorenzo, vedo l’attualità di Ireneo. Spunti che possono essere validi per la politica, per la cultura e per le strutture sociali. Possono dettare una traccia significativa per il cammino che questa carovana solidale deve percorrere”.

Un impegno gravoso quello di scrivere il libro, visto il personaggio.

“Quando sua imminenza Semeraro mi chiamò per questo impegno – ha raccontato Piazza -, mi tremarono i polsi. Misurarsi con questi colossi del pensiero non è facile e devi porti in un atteggiamento di profonda umiltà. Io avevo già scritto la voce su “Ireneo di Lione” in due dizionari, uno della teologia e uno sulla pace. Ma in questo libro, il gioco è serio. Non è un titolo qualsiasi quello di dottore della chiesa. Lo si da a chi è capace di ragionare, ma non solo. Perché quello che ha detto un vescovo teologo come Di Lione, deve essere in grado di proiettarsi nel tempo e deve essere sempre valido”.

Il vescovo Orazio Francesco Piazza alla presentazione del suo libro su Ireneo di Lione

Il vescovo Orazio Francesco Piazza alla presentazione del suo libro su Ireneo di Lione


Un uomo come Ireneo merita attenzione. Nel mentre si occupava di risolvere problemi teologici, di fatto affrontava i problemi della società, il modo di vivere la vita e di affrontare i temi della cultura. È l’uomo che ha inventato la teologia della storia”.

Il vescovo Piazza ha ripercorso il pensiero di Ireneo: “Per organizzare il sapere, bisogna avere un sistema, dare una struttura organica in base al principio di riferimento verso cui vivere la coerenza, cioè la consonanza. Si deve avere un metodo euristico-performativo e lo si può applicare a qualsiasi tipo di dibattito. È importante stabilire il punto di partenza e il punto di arrivo per far sì che il sistema prenda valore. Se abbiamo la determinazione di raggiungere il consenso, bisogna stabilire il principio di unità che deve determinare il modello di intervento. Altrimenti, ognuno dice la sua e di fatto ci si allontana dal punto di partenza. Ed è per questo che pian piano i dibattiti si spostano sulle varie posizioni di chi interviene perdendo di vista l’obiettivo. Per questo motivo, molte riunioni poi finisco senza risultato. Ireneo ci insegna come non arrivare a ciò, ma all’obiettivo fissato”.

Viterbo - La presentazione del libro di Monsignore Orazio Francesco Piazza

Viterbo – La presentazione del libro di monsignore Orazio Francesco Piazza


“Non ha mai parlato di uniformità, ma di unità – ha continuato Piazza -. Nei suoi scritti parla di armonia delle differenze e per far sì che queste differenze si rispettino, bisogna utilizzare un metodo, un linguaggio e delle strategie intellettuali. 

Ireneo parla di metodo inclusivo-dialogico – ha spiegato -. Oggi più che mai, fa fatica parlare insieme, dialogare tra diverse persone. Quando Ireneo sostiene la dimensione dialogica del metodo sistematico, sottolinea che tutte le posizioni possono essere raccolte, ma devono essere coerenti con quanto stabilito all’inizio. Se quello che viene detto non è coerente con il principio che deve dettare il progredire del dibattito per raggiungere un fine, non si sta più dialogando ma si sta cambiando direzione, allontanandosi. Un linguaggio inclusivo significa anche avere la capacità di ascoltare. La posizione dell’altro deve essere accolta e poi valutata. Se tutto questo non viene rispettato, nascono le intolleranze, le divisioni… La discussione crea la conflittualità”.

Viterbo - La presentazione del libro di Monsignore Orazio Francesco Piazza

Viterbo – La presentazione del libro di monsignore Orazio Francesco Piazza


“Ireneo è una fonte da cui prendere spunto e attingere come metodo di pensiero. Due termini da lui coniati sono importanti da ricordare: sinodalità nella missione della chiesa e della vita e la scorciatoia. Se si deve raggiungere un obiettivo finale, la scorciatoia è la comunione, è la condivisione, è la solidarietà. Se non si segue questo percorso, ci si allontana dalla destinazione ultima”, ha spiegato il monsignore Piazza.

“Oggi più che mai abbiamo bisogno di riscoprire personaggi come di Lione che ci insegnino di nuovo a riflettere e a utilizzare percorsi seri dell’umano. Quando l’immagine dell’uomo perde la sua dignità, va ricostruita attraverso un percorso etico. Vanno rimessi insieme i pezzi frammentati dell’identità perduta dell’uomo. È nell’errore e nella confusione che può emerge la verità”, ha concluso.

Diverse le autorità presenti all’incontro di monsignore Piazza. Tra questi, la sindaca Chiara Frontini e l’assessore Emanuele Aronne, il comandante della Finanza Carlo Pasquali, il questore Fausto Vinci, preti e parroci, suor Francesca Pizzaia.

Viterbo - La presentazione del libro di Monsignore Orazio Francesco Piazza

Viterbo – La presentazione del libro di monsignore Orazio Francesco Piazza


L’opera redatta nel 2022 non è l’unica scritta dal monsignore della diocesi di Viterbo. L’anno precedente, 2021, è stato curatore insieme Giuseppe Marotta del libro L’economia civile integrale e la primavera delle comunità. Dall’homo oeconomicus all’homo in civitatem.

Il vescovo Orazio Francesco Piazza firma una copia del suo libro

Il vescovo Orazio Francesco Piazza firma una copia del suo libro


Nel 2016 Piazza ha scritto Santità. Ha curato Padre nostro… Liberaci dal male, nel 2000. Ha contribuito alla stesura di La sopravvivenza della famiglia. Un’analisi delle strutture e delle relazioni familiari in provincia di Benevento in collaborazione con Francesco Vespasiano e Elvira Martini nel 2010. 

Dopo un lungo incontro ripercorrendo la storia della chiesa e la figura di Ireneo di Lione, monsignore Piazza ha ringraziato i presenti e le autorità ed è partito il grande applauso.

Federica Focaracci


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26 aprile, 2023

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