Via Marconi
Viterbo – Se ne salva soltanto una, ma non è gestita dal comune. Sono le aiuole lungo via Marconi a Viterbo, tutte infestate dalle erbacce che crescono indisturbate come in molti altri punti del centro storico.
Viterbo – Una delle aiuole di via Marconi
Su circa 22 aiuole, disposte sul lato sinistro per chi viene dal Sacrario, solo l’ultima in fondo, a ridosso di piazza Verdi, è tenuta come si dovrebbe. Con rose e fiori. A curarli però non è l’amministrazione comunale, che un anno fa in campagna elettorale voleva la città pulita, bensì il bar Marconi lì accanto. Per il resto è un pianto.
Si va dai ciuffi d’erba a piantine ben più consistenti, fino ai soffioni. Alcune aiuole sono diventate veri e propri pratini incolti.
Viterbo – Via Marconi – La sola aiuola che si salva
Via Marconi è in pieno centro storico, tra corso Italia e il quartiere San Faustino. Tra piazza Verdi, dove c’è il teatro dell’Unione, e il Sacrario. Un punto della città dove il problema sembra la sicurezza quando invece è più semplicemente l’incuria. Un tempo qui ci passava l’Urcionio, coperto poi negli anni ’30. Sottoterra il fiume c’è ancora, così come i rifugi antiaerei pensati per resistere ai bombardamenti della guerra. Una volta c’era anche la banca d’Italia, di cui resta solo l’edificio. Una via esempio anche di architettura razionalista dove abitano persone e ci sono diverse attività commerciali. Un biglietto da visita per la città. Con le aiuole buone più per il pascolo che per il decoro urbano.
Daniele Camilli
Fotogallery: Le aiuole di via Marconi
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