Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Pregiatissima dottoressa Chiara Frontini, sindaca di Viterbo, gli abitanti di Sant’Angelo di Roccalvecce l’hanno attentamente ascoltata poco dopo Natale il 15 gennaio, in cui lei ha esaltato il trittico del suo programma, qui di seguito riportato: ascolto dei cittadini e analisi dei dati; definizione degli obiettivi strategici e analisi; pianificazione dei progetti specifici necessari per raggiungere gli obiettivi.
Orbene, abbiamo superato la Pasqua e quindi sono trascorsi tre mesi, ma ben poco si è visto di quanto esaminato e programmato; è vero tre mesi sono nulla per un’amministrazione pubblica e soprattutto per un comune, ma perfino l’opera più facile, quella che avrebbe impiegato poche risorse, quale l’ambulatorio medico da ricollocare nella contrada, non è stato risolto, tant’è che i residenti, bisognosi di cure e di prescrizioni mediche, sono obbligati a sobbarcarsi il cammino di oltre quattro Km (tutto il percorso è disagioso ed anche in salita) per poter farsi visitare dal medico di famiglia.
Eppure, le ricordo che a Sant’Angelo esiste un’ex scuola, con aule vuote, dove sarebbe bastata una rinfrescata alle pareti di una stanza e una pulizia del relativo pavimento, per porre in essere un funzionale ambulatorio, ove accogliere i medici ed effettuare le visite. Appare perciò importante fare presente e ricordare che le attenzioni di un sindaco di Viterbo hanno da essere uguali per tutti i cittadini, sia che essi risiedano al centro della città che nella lontana periferia, e quindi, per un quartiere così lontano dal capoluogo, quale quello di Sant’Angelo, dove sono scomparsi tutti i servizi e le attività, si dovrebbe prevedere un efficiente urgente piano di rilancio.
A tal proposito le ricordo che nella contrada di Sant’Angelo (allocata a ben 20 km dal centro di Viterbo) non c’è un ufficio postale, non uno sportello bancario, non un supermarket, non un meccanico, non una rivendita di ferramenta e quindi per l’acquisto di un ago si deve prendere l’auto. E pertanto, per prima cosa ed ab inizio, tutto potrebbe essere facilitato, realizzando – sua mercé – un più efficiente servizio di trasporto pubblico, una sorta di navetta con tre o quattro corse di mattina e di pomeriggio da Sant’Angelo alla contrada di Grotte Santo Stefano, dove c’è un ambulatorio medico, il pediatra, il dentista, il meccanico, due supermarket, il ferramenta e soprattutto la Ferrovia dello Stato che permette il trasporto confortevole e rapido dei viaggiatori per Viterbo, o Orte, e poi per Roma, o nord.
Infine rimane non affrontato il problema della viabilità interna alla contrada, con vie transennate e chiuse al traffico pedonale per edifici pericolanti, e poi la strada Pinzicone, piena di buche e crepacci che rende assai difficile e pericoloso il percorso per raggiungere i campi coltivati e gli olivi secolari da curare.
Questi in sintesi son alcuni dei problemi da privilegiare per tener fede al suo progetto di programmazione, ai fini del rilancio del quartiere da cui favorire le necessarie possibilità di vita e rendere più agevole l’esistenza per questo nucleo di residenti viterbesi che credono ancora in un suo intervento programmatico, avvalendosi anche dei fondi in arrivo con il Pnrr.
Ovviamente tra i progetti da inserire nel rinnovato Pnrr, c’è una strada che lei in qualità di sindaca potrà ben percorrere, assicurandosi così le benemerenze di tutta la popolazione viterbese, e quindi la sua rielezione tra cinque anni e cioè: la creazione di asili nido, sia in Viterbo città, sia soprattutto in altre circoscrizioni periferiche di Viterbo, quali in primis a Sant’Angelo di Roccalvecce.
Ovviamente lei dovrebbe farsi carico di inserire tale progetto nel Pnrr che attualmente non prevede risorse impegnate nelle contrade di Viterbo, ma che di certo sarà ben visto dalla comunità europea, molto preoccupata dal fenomeno, specificatamente italiano, della riduzione delle nascite nel nostro paese e di riflesso in Viterbo.
A lei, che è giovane e seriamente impegnata a capo del comune, la bacchetta magica per realizzare tale importantissimo progetto che impegnerà il futuro di tutta Viterbo e anche di Sant’Angelo, in cui le giovani madri e donne lavoratrici e i giovani figli saranno incentivati a rimanere in zona e a non fuggire più per lavorare all’estero o nel nord Italia, per grave e preoccupante assenza di servizi sociali.
Marcantonio Ramasco
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