Madonna di Trevignano
Trevignano Romano – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore, con giustificata perplessità ho letto che adesso a Trevignano, pare che le “veggenti” cominciano a moltiplicarsi, come i “prodigi gastronomici” vantati dalla signora Gisella, la quale ha rinnovato il suo appuntamento a fedeli e curiosi.
Pertanto, non è difficile prevedere il disagio degli abitanti di Trevignano, non interessati alle divine rivelazioni, che però resteranno bloccati da un mare di automobili e pellegrini.
Secondo la promessa della “veggente” potremo assistere a nuove rivelazioni mistiche. La Chiesa ha nominato una commissione di “esperti” per accertare le lacrimazioni e altri aspetti teologici della vicenda.
Ma, nel gruppetto, manca un ematologo, necessario per accertare la vera natura di quel sangue, sgorgato dal volto della Vergine. Poi, manca la presenza di un serio investigatore ecclesiastico, perché ci sono aspetti della vicenda che vanno esaminati anche su un piano materiale, oltre che teologico.
E veniamo al comune di Trevignano. Sembra che abbia rispolverata una vecchia delibera, imponendo alla “veggente” e alla sua associazione, l’obbligo di sbaraccare tutto quanto sistemato su quella collina, perché si tratta di un vero “abuso” ai danni di un vincolo paesaggistico.
Finalmente qualcuno si è accorto, dopo anni, di questa palese violazione. Certo, non si tratta di strutture murarie e la statua è mobile, come pure le panche e quindi la signora Gisella avrebbe già potuto sbaraccare, in una settimana. Ma sembra che non abbia proprio questa intenzione.
Il comune di Trevignano le ha concesso tre mesi di tempo, giusto quello necessario per ricorrere al Tar e sperare in una sentenza “miracolosa”. Intanto l’indagine della Procura di Civitavecchia continua.
Franco Bucarelli
Giornalista
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