Viterbo – Mortale sulla Cassia nord – Nel riquadro Luca Misantoni
Viterbo – (r.t.) – Un tratto di strada pericoloso. Con un semaforo installato per regolare l’uscita dei mezzi di trasporto Cotral, ma di cui più volte sarebbe stato segnalato il malfunzionamento o, addirittura, il mancato funzionamento.
Un tratto di strada pericoloso, quello al chilometro 88 della Cassia Nord, che di recente ha visto verificarsi l’ennesima tragedia. A perdere la vita in un incidente che non gli ha lasciato scampo, il centauro Luca Misantoni.
Viterbo – Scontro autobus-moto sulla Cassia nord, un morto
50 anni, di Montefiascone, era in sella alla sua Ducati rossa quando per cause ancora tutte da accertare si è scontrato contro un pullman. Viaggiava verso il comune falisco, poi l’impatto. Pare che l’autobus, in uscita dal deposito Cotral nelle vicinanze, si stesse immettendo sulla consolare in direzione Viterbo, per prendere servizio.
A denunciare la pericolosità di quello snodo, a pochi passi dalla fiera tra le campagne di Viterbo, è Marco Luzzitelli, segretario Fit Cisl del presidio provinciale. “Più volte i lavoratori avevano segnalato il mancato funzionamento dell’impianto semaforico dedicato ai mezzi Cotral, attraverso i loro rappresentanti sindacali” spiega. “Nessuno ha preso in considerazione il grido di allarme” prosegue senza mezzi termini.
Viterbo – Scontro autobus-moto sulla Cassia nord, un morto
Ora, all’indomani dell’ennesima tragedia, è lecito – nonché doveroso -, chiedersi quando e quali interventi verranno realizzati per mettere in sicurezza il tratto di strada, che a quanto si apprende è di competenza dell’Anas. Ma ancora prima, occorre chiedersi se l’azienda regionale sia a conoscenza delle reali criticità di quell’incrocio, del malfunzionamento del semaforo e, in caso, da quanto tempo.
Non solo. Nascono uno dopo l’altro, inevitabilmente, altri interrogativi. A cui è necessario dare al più presto risposta. Per rispetto dei famigliari del centauro deceduto, per l’autista del Cotral, rimasto sotto shock, e per tutte le vittime della strada. Quando si pensa di intervenire? Di quanti fatti di cronaca deve diventare teatro quel tratto di strada prima che venga messo in sicurezza?
Il segretario Luzzitelli in tal senso non ha dubbi. “Non servono interventi palliativi – specifica -, ma strutturali che garantiscano l’incolumità di chi la percorre”.
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