Viterbo – Maria Santissima Liberatrice, macchina di 3,5 quintali trasportata da 12 portatori.
Domenica 28 maggio si rinnova il legame fra città e la protettrice di Viterbo, con la processione che da piazza del Comune, attraverso via Cairoli risalirà a san Faustino per tornare alla Trinità. Dodici i portatori, con la partecipazione dei facchini di santa Rosa.
Viterbo – Maria Santissima Liberatrice – La conferenza stampa
“Siamo le gambe e il cuore della manifestazioni – osserva uno dei portatori, Marco Mandola – felici del rapporto instaurato col sodalizio”. Sentimento ricambiato dal presidente Massimo Mecarini.
“Da qualche anno – spiega Mecarini – abbiamo il grandissimo onore di partecipare e i nostri facchini trasportano la macchina settecentesca. Proprio alla chiesa della Trinità avviene uno dei momenti più belli del 3 settembre, il canto mira al tuo popolo.
Cacciotti, Frontini e Mandola
Noi siamo sempre inclini a partecipare alle varie iniziative, senza prevaricare, in punta di piedi e rispettando chi organizza e gestisce la festa”. L’appuntamento è alle 17,30, domenica 28 maggio. Un evento che parte da lontano.
“Dal maggio 1320 – ricorda padre Giovanni Scalella – quando a Viterbo i cittadini hanno avuto a che fare con qualcosa di molto strano e spaventoso. Forse una tempesta che non avevano mai visto, ne furono terrorizzati. Tanto da recarsi nella cappella e affidarsi alla Madonna. Questi eventi cessarono. Da allora, il comune s’impegna tutti gli anni a ricordare l’evento miracoloso accaduto”.
Viterbo – Maria Santissima Liberatrice – La processione
Nel 1503 un altro fatto. “Le famiglie – ricorda padre Giuseppe Cacciotti – si radunarono attorno a un tavolo di pace, per far cessare i conflitti e le morti, affidandosi alla Madonna”. Tornò la pace e fu donato un ex voto in ricordo. “Per questo – continua Cacciotti – la processione acquisisce un valore anche simbolico sulla pace nelle famiglie, a essere più uniti”. Messaggio che la sindaca Chiara Frontini fa proprio.
“È il modello di città che vogliamo – spiega Frontini – no alle prevaricazioni e alle discordie – sottolinea Frontini – no alle divisioni, siamo qui tutti per la città. Sviluppiamo sinergie positive, è la direzione verso cui vogliamo andare”.
Saccarello, Scalella, Cacciolla e Frontini
Da venti anni il Sacro militare ordine Costantiniano di San Giorgio si è legato alla chiesa della Trinità. “Abbiamo sempre sempre partecipato solennemente alla processione, in gran numero, convinti che la Madonna Liberatrice è la prima devozione mariana dei viterbesi, dal 1320”.
Giuseppe Ferlicca
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