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“Medici del poliambulatorio privato accusati di truffa allo stato, nessun danno erariale”

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La caserma della guardia di finanza di Civita Castellana

La caserma della guardia di finanza di Civita Castellana


Civita Castellana – “I sequestri sono stati tutti revocati dalla corte dei conti del Lazio per insussistenza del danno erariale”. A rivelare il particolare non di poco conto sono i difensori dei 12 medici del poliambulatorio di Civita Castellana, rinviati a giudizio per truffa aggravata allo stato lo scorso 25 maggio dal gup Savina Poli nell’ambito dell’operazione Panacea. Prima udienza del processo fra oltre un anno. 

Un particolare non di poco conto il riconoscimento dell’insussistenza del danno erariale da parte della corte dei conti del Lazio, in quanto a suo tempo, luglio del 2020, fu disposto a carico degli indagati un maxi sequestro conservativo “ante causam” di beni immobili per un valore complessivo di tre milioni di euro.

Per la precisione 2 milioni e 803mila 442,72 euro, a garanzia del danno erariale cagionato in danno alle Asl di appartenenza, esercitando attività professionale “extramoenia” senza autorizzazione Alpi (Attività libero professionista intramuraria) e continuando a percepire l’indennità di esclusività, che va dai 1.065,00 e 1.421,00 euro al mese, peraltro esercitando l’attività extra non presso “studi medici privati” bensì all’interno di ambulatori convenzionati con il sistema sanitario nazionale.

Nel poliambulatorio all’interno della Cittadella della Salute di Civita Castellana, le cui attività erano pubblicizzate attraverso appositi annunci nella bacheca posta in sala d’aspetto, prestavano attività lavorativa medici di medicina generale e medici specialisti, dipendenti di strutture pubbliche e non autorizzati a svolgere attività di tipo privatistico, in virtù della quale i 12 medici sarebbero stati inoltre tenuti al versamento di una percentuale di quanto riscosso dai pazienti all’ente di appartenenza.

La richiesta di rinvio a giudizio è arrivata a marzo 2022, oltre un anno e mezzo dopo l’operazione Panacea. “I sequestri sono tutti stati revocati dalla corte dei conti del Lazio per insussistenza del danno erariale”, fanno sapere ora le difese dei 12 medici, messi in salvo dai giudici contabili all’inizio dell’autunno di tre anni fa.

Gli imputati sono pronti a dare battaglia al processo, anche se prima che il dibattimento entri nel vivo ci vorrà oltre un anno. La prima udienza è stata fissata per il 9 settembre 2024 davanti al giudice Ilaria Inghilleri.

E’ andata meno bene ai tre medici in servizio presso l’ospedale Santa Maria della Scala di Terni, i quali sono stati invece condannati dalla corte dei conti umbra, il 18 novembre 2021, a risarcire l’azienda ospedaliera e l’Usl Umbria 2 per un totale di oltre 180mila euro.

L’indagine, coordinata dalla procura della repubblica di Viterbo, è stata condotta con il supporto dei finanzieri della compagnia di Civita Castellana.

Intanto la Asl di Viterbo, di cui 5 medici sono dipendenti, ha deciso di costituirsi parte civile al processo.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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