Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Nella Tuscia rischiamo una catastrofe occupazionale”. A dichiararlo è il segretario generale della Uil di Viterbo, Giancarlo Turchetti, a partire dai dati del report del sindacato riguardanti gli ammortizzatori sociali nel primo bimestre 2023 rapportato al primo bimestre 2022.
“Il rapporto – spiega infatti Turchetti – evidenzia che, rispetto all’anno scorso, quando l’emergenza Covid stava finendo e l’economia aveva ripreso a camminare, quest’anno la cassa integrazione nella provincia di Viterbo è aumentata del 95%. Una cifra enorme. E considerando che, con tutta probabilità, stiamo andando incontro all’ennesima crisi economica, i lavoratori in cassa integrazione potrebbero trasformarsi in lavoratori licenziati”.
Un aumento della cassa integrazione che Turchetti riconduce a tutta una serie di fattori, tra loro, innanzitutto, “la crescita dell’inflazione e i rincari di energia e gas per le aziende che hanno portato le imprese a una riduzione della produzione, quindi a una messa in cassa integrazione dei dipendenti. Il tutto a causa dei costi troppo elevati che rischiano di mettere le attività economiche ai margini del mercato per assenza di commesse”.
“Ad aumentare soprattutto il costo delle materie prime, cosa che sta provocando un collasso dal punto di vista produttivo”.
A tutto questo, per il segretario generale della Uil di Viterbo, va sommato “il problema dell’edilizia, con il blocco del bonus 110, e il rischio – sottolinea Turchetti – che un intero settore, dal punto di vista occupazionale, crolli. I contratti dell’edilizia sono infatti tutti a termine. Nel momento in cui i cantieri del 110 dovessero chiudere, ci troveremo di fronte a un consistente calo dell’occupazione. L’avvio dei lavori della trasversale e i soldi del Pnrr saranno sicuramente d’aiuto, ma una volta finiti questi probabilmente sarà il collasso”.
“In Italia – prosegue Ivana Veronese della segreteria nazionale Uil –, a febbraio sono state autorizzate circa 41,2 milioni di ore di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in flessione del 2,2% rispetto a gennaio, di cui 39,7 milioni di cassa integrazione e 1,5 milioni di ore di Fondi di solidarietà a gestione Inps. Cumulando questi dati con quelli di gennaio, si raggiungono nel I bimestre 83,2 milioni di ore di ammortizzati sociali autorizzati, in riduzione del 64,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il 96,1% delle ore è stato assorbito dalla cassa integrazione, si tratta in valori assoluti di circa 80 milioni di ore, mentre il restante 3,9%, dai Fondi di solidarietà, Fis e altri fondi a gestione Inps”.
A livello di macro area il Nord è capofila per maggior numero di ore autorizzate (32,9 milioni), mentre la classifica regionale vede in testa Lazio e Lombardia con oltre 13,7 milioni di ore cadauna e quella provinciale Potenza con 11,4 milioni di ore. Il confronto con il I bimestre dello scorso anno, segnala una quasi generalizzata flessione di ore se si esclude la Basilicata (unica regione che registra un aumento del 130,7%), e di 30 province dove spicca Grosseto per il maggior incremento di ore (+274,3%).
“Dall’analisi dei dati condotta per settore di attività economica – conclude infine Veronese – emerge che l’industria assorbe il maggior numero di ore di cassa integrazione del bimestre, 71,5 milioni di ore, pari all’89,4% delle ore totali, mentre il commercio il più alto numero di ore di Fis e altri Fondi di Solidarietà a gestione Inps, 3,1 milioni di ore, pari al 95,1% del totale di questa tipologia di intervento”.
Uil Viterbo
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