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Civita Castellana – Poliambulatorio “privato” alla cittadella della salute, rinvio a giudizio per 12 persone.
Nell’ambito di attività di indagine coordinata dalla procura della repubblica di Viterbo e condotta con il supporto dei finanzieri della compagnia di Civita Castellana, è stato pronunciato il decreto che dispone il giudizio dal Giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Viterbo, in data 25 maggio 2023, con la contestazione dei reati p.e.p. dagli art.81 c.p.v., 640 1 e 2 c nr. 1 c.p. nei confronti di 12 persone, imputate per truffa aggravata.
“Nel luglio del 2020 – si legge nella nota della guardia di finanza – un’attività info-investigativa della Guardia di Finanza ha portato alla scoperta di un poliambulatorio all’interno della Cittadella della Salute di Civita Castellana, ove prestano attività lavorativa medici di medicina generale e medici specialisti, dipendenti di strutture pubbliche non autorizzati dalle Asldi appartenenza a svolgere attività di tipo privatistico, tanto da percepire l’indennità di esclusiva.
Le attività esercitate dallo studio medico venivano pubblicizzate anche attraverso appositi annunci nella bacheca posta in sala d’aspetto. Si precisa che la normativa nazionale e regionale, permette ai medici di esercitare privatamente la propria professione ma, per farlo, sono vincolati da precisa autorizzazione del proprio ente di appartenenza”.
L’esclusività del rapporto d’impiego e premiata da una specifica indennità che va dai 1.065,00 e 1.421,00 euro mensili, mentre in caso di svolgimento della libera professione sono tenuti al versamento di una percentuale di quanto riscosso dai pazienti all’Ente di appartenenza all’(Alpi) attività libero-professionale intramuraria.
“Vieppiù – continua la nota delle fiamme gialle – che la legge 412/91 sancisce che l’autorizzazione concessa da parte dell’Asl preveda che la professione sia esercitata presso “studi medici privati” e non all’interno di ambulatori convenzionati con il Ssn come appurato dalle attività di controllo”.
Le indagini furono svolte anche con la collaborazione dell’ufficio controllo della direzione generale dell’Asl di Viterbo e della Regione Lazio.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
