Civita Castellana – Riconsegnati al vescovo Marco Salvi dei registri e delle reliquie trafugati dall’archivio parrocchiale di San Pietro Apostolo di Carbognano e recuperati dall’Arma dei Carabinieri.
“È un obbligo conservare la memoria documentaria, come obbligo civile e ecclesiale, entrambi rimandano ad un paradigma della storia – ha dichiarato il professore Claudio Canonici, direttore dell’Archivio Storico della Diocesi e incaricato per i Beni Culturali Ecclesiastici. Il Concilio Vaticano II ha cambiato la definizione di cosa è la chiesa, prima era la società perfetta, poi è diventata il popolo di Dio. Questo cambiamento concettuale rimanda alla storia religiosa.
Dove si può rintracciare la storia di chi ha vissuto all’interno della chiesa? Negli archivi. È fondamentale scoprire che in questi luoghi ci sono tracce di tutte le opere della chiesa, sono la prova più evidente dell’opera di civilizzazione, tutte le parrocchie locali hanno conservato quanto fatto”.
In passato, secondo quanto riporta Canonici, gli archivi sia civili che della chiesa sono stati altamente saccheggiati, spunto per lanciare al sindaco Luca Giampieri l’input per adoperarsi in questo senso. “Abbiamo recuperato qualche cosa, ma è una piccola goccia nell’oceano – afferma il primo cittadino – Un comune con le sue risorse economiche ha altre priorità, ma un piccolo lavoro è iniziato e contiamo di recuperare qualcosa di importante”.
“Ogni bene che la chiesa possiede è frutto dell’amore per la vita – conclude il vescovo Marco Salvi – sono reperti che sanno ancora oggi raccontarci qualcosa, sanno raccontare la loro genesi”.
Giusi De Novara
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