Londra – Chi l’ha detto che la vita è fatta solo di successi? E soprattutto, chi è che ha stabilito che solo le vittorie personali meritano di essere raccontate? In un mondo che rincorre freneticamente il successo, c’è infatti chi ancora ha il coraggio di raccontare e celebrare la vulnerabilità. Perché è vera e accomuna tutti, più di quanto il successo possa mai fare. È convinto di questo Luca Marcelli Pitzalis, artista 28enne di Viterbo, che proprio in questi giorni sta esponendo alcune opere all’interno della mostra ‘Suspended Verges’ presso l’Ubicua Gallery di Londra. E che con i suoi lavori propone una sensibilità fragile in contrapposizione alla durezza del mondo esterno.
Luca Marcelli Pitzalis
Quella allestita al numero 72 di Charlotte Street di Londra, tra i quartieri Soho e Mayfair, è una mostra collettiva. Luca Marcelli Pitzalis è infatti uno dei quattro artisti che stanno esponendo le proprie opere all’Ubicua Gallery. Gli altri sono Edson Luli, Erjola Zhuka e Gaia De Megni: non tutti italiani, ma tutti con base in Italia. “La gallerista Patricia Bossio voleva proporre al pubblico una sensibilità diversa da quella inglese che è molto improntata al capitalismo e al neoliberismo – spiega Marcelli Pitzalis -. Cercava infatti qualcosa di più mediterraneo, anche per favorire lo scambio tra noi e artisti inglesi alla luce della Brexit”.
Oltre all’approccio senz’altro più “mediterraneo”, l’artista viterbese ha portato con sé a Londra anche la sua estetica della fragilità: “Quello che io propongo è la caduta, il lato oscuro e il retroscena della vita: sono temi che educano a una sorta di sconfitta rispetto alle dimensioni capitaliste della crescita e del profitto. Espongo la mia fragilità per far sì che anche altri possano riconoscervisi”. Ma, specifica, “non uso l’arte come terapia, non mi interessa parlare di me, mi interessa invece che attraverso i miei lavori possano nascere discorsi e riflessioni in cui anche altri si possano rivedere”.
Londra – Le bandiere di Luca Marcelli Pitzalis esposte all’Ubicua Gallery
Luca Marcelli Pitzalis sta esponendo a Londra tre bandiere che riportano dei testi al loro interno. Le opere si intitolano “Manifesto” (2021), “The flag on the highest tower” (2022) e “We will never surrender” (2022) e indagano vari stati d’animo ed emozioni: insicurezza, insoddisfazione, paura di non essere autentici (la più grande per un artista), incapacità di comprendere sé stessi e il mondo, apatia, senso di fine, contraddizioni, il bisogno di tornare a casa. Temi che parlano delle sconfitte e dei drammi dell’artista viterbese, che però lui espone come bandiere piuttosto che reprimerli. “È interessante proporre questo tipo di sensibilità in un contesto britannico – spiega -. Qua in Inghilterra la gente viene educata a tenere duro, ad andare sempre avanti, a mantenere la schiena dritta e a non cedere alle fragilità. È la logica del ‘carry on’. Io parlo invece di un modo di approcciarsi alla vita completamente diverso”.
L’opera “Manifesto” (2021) di Luca Marcelli Pitzalis
Nelle sue tre bandiere l’artista viterbese non ha lasciato nulla al caso. Ogni dettaglio ha una sua logica. A partire dal font utilizzato per il testo. “Ho usato Helvetica perché è quello più comune su Internet, questo mi ha permesso di decentralizzarmi da una cosa nella quale sono centrale – spiega Marcelli Pitzalis -. Se quelle stesse parole le avessi scritte con la mia calligrafia, sarei diventato automaticamente il protagonista delle opere. Io voglio invece che protagonisti siano i sentimenti nei quali anche altri possano specchiarsi”. E, così come il font, ha una sua logica anche il formato verticale dei testi sulle bandiere: “È un rimando al mondo digitale in cui tutti viviamo dimensioni importanti delle nostre vite e che ha inevitabilmente un aspetto di collettività. Mi piace pensare infatti che queste parole nascano da un inconscio collettivo, piuttosto che solo dal mio. Da questo punto di vista mi ispiro molto a piattaforme in cui soprattutto gli adolescenti si confidano tra di loro come Discord o Reddit”.
L’opera “We will never surrender” (2022) di Luca Marcelli Pitzalis
Nonostante i suoi 28 anni, Luca Marcelli Pitzalis ha già esposto in diverse città italiane come Milano, Brescia, Trieste e Roma. A Viterbo lo scorso anno ha portato in scena la sua performance dal vivo “Le Voci”, curata da Marco Trulli, al Biancovolta. E dopo Londra – la mostra è stata inaugurato lo scorso giovedì e rimarrà allestita fino al 17 giugno – sono in programma anche altre esposizioni sia in Italia che all’estero. Presto l’artista viterbese volerà per New York: è stato selezionato infatti da una residenza artistica nella città americana dove trascorrerà tre mesi. Durante l’esperienza oltreoceano Marcelli Pitzalis lavorerà a una nuova opera.
A farlo emergere in un mondo così difficile sono state proprio le sue fragilità, le sue debolezze, le sue paure. Chi l’avrebbe mai detto.
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