L’intervista a Chiara Frontini dopo un anno di giunta Arena
Viterbo – “Un anno tondo, tondo. Quello che si vede in città è che siamo passati dalla padella alla brace. Provvedimenti importanti non li abbiamo visti, il cambio di passo non lo abbiamo visto affatto. E su alcuni la condizione si è ulteriormente peggiorata. Basta guardare la questione rifiuti e verde pubblico”. E se non bastasse c’è pure un pizzico di ironia: “Notoriamente, quando l’erba è bagnata, si sa che non si può tagliare”.
Sembra la fotografia attuale di Viterbo. 2023. E invece è quello diceva Chiara Frontini dopo un anno di giunta Arena, nel 2019.
“Meno selfie e più atti”. Era poi il consiglio che la sindaca dava al primo cittadino di allora, Giovanni Arena, a un anno esatto dal suo insediamento. Promettendo poi che, se Viterbo 2020 avesse vinto le elezioni, nel giro di cento giorni, avrebbero “pulito la città, fatto fronte all’appalto rifiuti e messo in campo progetti concreti sul turismo”.
Un’intervista che Tusciaweb ha ripescato dal suo archivio, e ce ne sono pure altre, ad altrettanti personaggi del movimento civico che oggi rivestono incarichi di giunta. Un faccia a faccia tra il direttore Carlo Galeotti e quello che, dal 2018 al 2021, veniva considerato “il governo ombra”. Il gruppo consiliare targato Frontini che per un soffio aveva perso le elezioni dell’anno precedente che aveva visto salire in Arena.
L’intervista di Chiara Frontini dopo un anno di giunta Arena
Quando Chiara Frontini era all’opposizione e la vita era più bella. Anzi, semplice. Perché, poi, a un anno di distanza dal suo insediamento al governo di palazzo dei Priori, i risultati della sindaca sono decisamente scarsi. Se non addirittura nulli. Almeno rispetto alle sue promesse di allora. E con ben 265 giorni di ritardo. Una rivoluzione, sbandierava all’epoca Frontini, che andava fatta nei primi 100 giorni. Invece, finora, Viterbo è stata la sua Waterloo. La città è infatti piena d’erba. Fino al collo. Ovunque. Marciapiedi, strade, centro, periferia, mura. L’appalto sui rifiuti non è stato ancora fatto e per quanto riguarda il turismo si registra pressoché niente. Una giunta ingolfata e col carburante a pezzi.
“Da quello che si vede in città – rispondeva così Frontini alla domanda di Galeotti su un primo bilancio della giunta Arena – siamo passati dalla padella alla brace. I provvedimenti importanti non li abbiamo visti, il cambio di passo che ci aspettavamo non l’abbiamo affatto. Non solo, ma su alcuni aspetti la condizione della città si è ulteriormente peggiorata. Basta guardare semplicemente la questione rifiuti e quella verde pubblico. La questione verde pubblico è macroscopica, un errore della giunta che ha del grottesco. Si sono dimenticati di fare il nuovo appalto che andava a scadenza e questo è il risultato. Un risultato sotto gli occhi di tutti. Per fortuna che loro erano competenti, perché questo era uno dei loro cavalli di battaglia in campagna elettorale. Provvedimenti degni di nota non li abbiamo visti. E’ stato un primo anno all’insegna dei cambi di casacca e dei rimpasti di giunta. E questo ha preso il tempo e le attenzioni molto più dei problemi dei viterbesi”.
Non solo, ma Frontini affondava il coltello anche su centro storico, monumenti e periferie. “Il centro storico continua a spopolarsi e grandi risposte non le abbiamo viste. Per quanto riguarda i monumenti si è parlato tanto di fontane e anche su questo le risposte non ci sono state. Idem per le periferie. Un anno buttato alle ortiche”. Esattamente ciò che si può dire ora dell’anno Frontini. Centro storico spopolato, fontane vuote e periferie abbandonate a se stesse. In più con un centro storico pieno di cantieri che sembra quasi il dopoguerra.
Chiara Frontini
Peggio ancora, quella che nel 2019 veniva descritto come “uno dei principali cancri” della giunta Arena, alla luce dei fatti sembrerebbe quasi più un’attenuante per il sindaco del tempo e un’aggravante per Frontini. “Uno dei principali cancri di questa amministrazione – diceva la sindaca 4 anni fa – è che ci sono tre partiti che si sono spartiti i posti all’interno della giunta. E questo continuo pesarsi porta via tempo ed energie. Cosa che non ci sarebbe stata se fossimo risultati noi vincitori della competizione elettorale. Sarebbe stata una maggioranza interamente Viterbo 2020 assumendoci tutte le responsabilità”.
La maggioranza bulgara Frontini infatti se l’è fatta. Ma di fatto non è cambiato nulla. Lacune, lentezze perdite di tempo sono sempre le stesse. Dunque, quale la padella e quale la brace?
Uno dei selfie della sindaca Chiara Frontini
Infine le promesse fatte da Frontini quando era all’opposizione. Quello che avrebbe fatto se avesse vinto. “I nostri primi cento giorni: appalto dei rifiuti, da rivedere completamente. Pulizia della città. Progetti concreti sul turismo e il trasporto pubblico locale. Un progetto per Santa Barbara con revisione della viabilità e collegamento con il raccordino, progetti strutturali”.
Insomma, se come affermava Frontini alla fine dell’intervista con Galeotti “la coerenza è un valore”, allora dopo un anno di governo, questa volta il suo, vale anche per lei il consiglio che dava allora ad Arena: “Meno selfie e più atti”.
Daniele Camilli
Video: L’intervista del 2019 a Chiara Frontini
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