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Viterbo - L'amministrazione dei miracoli - La sindaca: “Aiutateci a cambiare l’anima della città” - Questa sera all’Unione l'autocelebrazione, dopo un anno di mandato e di promesse non mantenute - Tutto senza domande dei cittadini e dei giornalisti - FOTO E VIDEO DELLA SANTIFICAZIONE

Chiara Frontini santa subito…

di Daniele Camilli
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Viterbo - Teatro dell'Unione - Chiara Frontini

Viterbo – Teatro dell’Unione – Chiara Frontini


Viterbo –  Chiara Frontini santa subito. In God We Trust. “Stiamo lavorando per voi. I viterbesi ci devono aiutare a cambiare l’anima”. Non solo, “non vogliamo essere trasformati dalla città, ma trasformarla”.



Una Chiara Frontini più Marchese del grillo e meno sindaca ha celebrato questa sera al teatro dell’Unione il suo primo anno di mandato. Facendo la sua entrata in scena sulle note di “Oi vita, oi vita mia”, ma con fare e dire alla Gigliola Cinquetti quando canta “e qui comando io e questa è casa mia, ogni dì voglio sapere chi viene e chi va”.

La città possibile, il titolo dell’incontro. “Quella che ancora non è”, ha precisato Frontini.



Dove tutto è bello, ma tutto è rimandato. “Ai quattro anni successivi – come ha detto la sindaca -, al Giubileo e al 2033”, quando Viterbo – forse, boh, chissà, sarà – semmai capitale europea della cultura. Nel frattempo, come lei stessa ha ammesso, “quest’anno non è cambiato nulla”.

Tuttavia la sindaca parla “a cuore aperto e senza filtri per raccontare i progressi e i processi messi in campo, un anno dopo dalle elezioni. Per incontrare le persone e dire non solo quello che va bene ma anche quello che non abbiamo fatto”.

La platea è al completo, tra assessori, consiglieri e chi è venuto a sentire il figlio che suona nella banda di Viterbo diretta dal maestro Vincenzo Mercurio.

Tutti ad ascoltare Chiara che parla chiaro. Senza però rispondere alle critiche, che piovono anche su Facebook. Senza alcuna possibilità di fare domande, e la stampa libera era lì per farle. Identificando infine sé stessa col “popolo”, eliminando ogni corpo intermedio, appunto ogni filtro tra sé e gli altri.

Parla solo lei. Solo lei al comando. Tutti gli altri zitti. Muti gli assessori, muti i consiglieri. Muta la stampa. Muti i cittadini. Muta la città.


Viterbo - Teatro dell'Unione - Chiara Frontini

Viterbo – Teatro dell’Unione – L’incontro a un anno dalla vittoria delle elezioni comunali di Chiara Frontini


“Tolte due categorie di chi ci critica – ha poi spiegato urbi et orbi – ossia editori ed ex amministratori, tutti gli altri non sono né cretini, né in malafede, né ignoranti, ma voci da ascoltare”. Il che, a ben vedere, potrebbe anche voler dire che chi “critica” è in malafede.

“La città ci ha scelto – ha poi sottolineato – ma ancora non è cambiata. C’è ancora molta strada da fare”. Lei che appena quattro anni fa diceva invece che l’avrebbe rivoltata come un calzino in soli 100 giorni. È passato un anno e, appunto, “la città non è cambiata”.

“Stiamo lavorando sulla Viterbo di ogni giorno, su quella dei 4 anni e su quella del 2033. I tre piani di lavoro”.

La Viterbo di ogni giorno. “È quella dove ancora si devono vedere i risultati. Di motivazioni ne possiamo tirare fuori 7-8, ma sarebbero giustificazioni”.

A dominare la scena è il Pnrr, definito “la più grande spada di Damocle che abbiamo trovato”. Finanziamenti trasformati in una decina di cantieri che invaderanno la città. Senza neanche dire con che disegno in testa. Ma il Pnrr “è la più grande sfida del secolo. Per questo abbiamo un po’ dilatato i tempi per le altre cose”. Fermo restando che poi l’erba cresce e arriva fin sui muri e sulle strade. Mentre l’isola pedonale, improvvisata, in via Roma è l’unica cosa che si vede. “Assieme alle 67 alzate di sipario all’Unione, di cui 12 sold out”, ossia il 18% in tutto.

Ma il futuro è glorioso e In God We Trust. “Impegni, non promesse”. Mica guazza!

“L’appalto verde e rifiuti, le terme Inps, il Bagnaccio, i fondi per il Giubileo, la ciclabile da piazza Crispi alle Fortezze, il completamento di Sallupara, la pensilina al Sacrario, la scala da piazza Martiri d’Ungheria alla Trinità, il riaccordino a Santa Barbara, il fondo europeo di sviluppo regionale”. “Tutto questo, al più tardi, entro il 2026”, ha proseguito la sindaca.


Viterbo - Teatro dell'Unione - Chiara Frontini

Viterbo – Teatro dell’Unione – Chiara Frontini


L’anno dopo le elezioni. “E fino al 2026 che facciamo?”. Si domanda poi Frontini, che si risponde pure. “Ci vuole pazienza”. “Con i viterbesi che ci devono aiutare a cambiare l’anima”. Dotandosi nel frattempo di un buon falcetto per tagliare l’erba sotto casa.

Daniele Camilli


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28 giugno, 2023

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