Viterbo – (b.b.) – Detenuta ricoverata a Belcolle aggredisce e prende per il collo una poliziotta.
Ennesimo episodio di violenza ai danni del personale della polizia penitenziaria viterbese. Questa volta, a farne le spese, è un’agente donna che lunedì mattina durante il piantonamento di una detenuta ricoverata all’interno del reparto di servizio psichiatrico dell’ospedale Belcolle, è stata aggredita. Presa per il collo, stando a quanto emerso, sarebbe stata sbattuta contro una parete.
“È una situazione sempre più insostenibile – commenta il segretario del sindacato Sappe, Luca Floris -. Ci ritroviamo ogni giorno a rischiare la vita durante il nostro orario di lavoro”.
“Nello specifico – ci tiene a sottolineare -, in questo caso la situazione è ancora più incomprensibile. Il ricovero di questa detenuta, in teoria, non ci dovrebbe neppure competere. Sia per ragioni territoriali, dal momento che è assegnata al carcere di Perugia, sia perché la donna ha libero accesso al telefono. Può fare tutti i colloqui che vuole. Ciò rende superflua la nostra presenza e giustificherebbe un semplice ricovero senza piantonamento”.
I servizi psichiatrici di diagnosi e cura (spdc) sono un “reparto difficilissimo e pesantissimo, che vede ricoveri con acuzie psichiatriche – spiega Floris -. Come quello della detenuta che ieri mattina ha aggredito la nostra collega. Abbiamo tentato in tutti i modi di farci aiutare. Abbiamo chiesto di toglierci il piantonamento, ma né il provveditore, né il direttore, né il dipartimento sembrano sentire ragione. Questa situazione si protrae ormai da tre mesi, con colleghi che affrontano turni lunghi di 8 ore, rispetto alle 6 imposte per legge per quanto riguarda i reparti psichiatrici”.
“Ieri – conclude -, la situazione è esplosa. Nulla di imprevedibile”.
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