Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Per portare l’ordine, serve ordine!
Le ordinanze e leggi di per sé non sono deterrenti per chi è abituato a non rispettarle e soprattutto per chi ha fatto della illegalità uno stile di vita. Non è una questione di colore di pelle né di origini geografiche, ritengo che il problema principale sia il fatto che purtroppo nel nostro paese i reati minori non vengono adeguatamente perseguiti né puniti, ne consegue che i servitori dello stato, forze dell’ordine, perdono agli occhi dei criminali e della collettività, l’autorevolezza istituzionale. È impensabile in un paese civile che un operatore di polizia rischi più del suo aggressore e che un eventuale processo si celebri a distanza di anni.
Delinquenti e criminali vagano a piede libero e il più delle volte, sono i contribuenti stessi ad essere doppiamente sconfitti. È la collettività intera, la brava gente a farsi carico, con le tasse, di pagare quasi sempre le spese legali di soggetti, che privi di qualsiasi forma di reddito, vengono tutelati dall’istituto del gratuito patrocino. Un esempio elementare e pratico, è quello del figlio che risponde male ai genitori. Se non verrà adeguatamente “punito” da piccolo, questi perderà la percezione dell’educazione, del rispetto delle regole, dei diritti e doveri.
Le leggi ci sono, vanno solo fatte rispettare.
“Oltre ad adeguati strumenti normativi, è necessario dotare i colleghi di dispositivi di difesa alternativi che hanno un alto potere deterrente, poiché nella maggior parte dei casi, statisticamente documentato, ridimensionano e scoraggiano le intenzioni di chi è intenzionato ad aggredirci o ad agire con violenza nei nostri confronti. Per questo sottolineammo l’importanza di equipaggiare con i raser anche i colleghi delle stazioni che ancora oggi non ne sono dotati; ma soprattutto bodycam a tutti gli operatori di polizia in servizio nei reparti impegnati nel controllo del territorio. Questi strumenti nella stragrande maggioranza dei casi permetterebbero di documentare integralmente gli interventi, disarmare gli aggressori, evitando di esporre a rischi inutili i cittadini e gli stessi operatori ” conclude il segretario regionale Lazio Sabatino Mastronardi.
Il nuovo sindacato carabinieri è vicino ai colleghi che giornalmente vengono aggrediti, derisi e minacciati. Anche nella provincia di Viterbo che sicuramente non si avvicina alla realtà capitolina, episodi di violenza sono sempre più frequenti. È necessario una inversione di marcia proprio a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Giuseppe Mancuso
Segretario provinciale di Viterbo NSC
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