Viterbo – “Sono molto legato a Santa Rosa, perché mia madre si chiamava Rosa e questo nome mi è molto caro”. Tre settembre 2008, trasporto della macchina di santa Rosa con un ospite speciale. Silvio Berlusconi, l’ex premier e leader di Forza Italia, morto oggi all’età di 86 anni.
Silvio Berlusconi a Viterbo con Giulio Marini
Era la prima volta che un presidente del consiglio assisteva al passaggio della Macchina e quella fu una giornata molto particolare.
“Prima di venire qui – aveva detto Berlusconi – ho parlato con le clarisse e ho visto il corpo della santa e sono rimasto molto impressionato di come si è conservato”.
Viterbo – Silvio Berlusconi, Antonio Tajani e Giulio Marini vicino all’urna di santa Rosa nel 2008. Foto collezione privata di Fausto Cappelli
Molto soddisfatto per l’accoglienza che Viterbo gli aveva riservato. “L’accoglienza con cui sono stato ricevuto in questa città è come il consenso che riscuote il governo in questo momento, pari al 67%”.
Silvio Berlusconi era già stato a Viterbo qualche mese prima. Il 26 marzo sempre del 2008. Al palazzetto dello sport, in campagna elettorale.
“Un incontro pubblico – ricorda Giulio Marini – ma prima lo portai a Santa Rosa, a visitare l’urna della santa e la basilica. Due mesi prima era morta sua madre che si chiamava proprio Rosa”. I facchini gli donarono un modellino della macchina.
Berlusconi fece una promessa, poi mantenuta: “Per i 750 anni del trasporto di Santa Rosa – scrisse Berlusconi come ricorda Marini – sarò a Viterbo il 3 settembre”.
Dell’incontro, l’allora presidente del consiglio parlò al Palamalè, col suo solito modo ironico: “Ho incontrato suore dolcissime – raccontò – che mi hanno fatto promettere di tornare il tre settembre. Mi hanno dato consigli e me ne hanno anche chiesti. E io ho detto loro, quando uscite la sera, tornate presto..”.
Silvio Berlusconi a Viterbo il 3 settembre
Il 3 settembre, Berlusconi lo ribadì: “Ho fatto una promessa e come sempre l’ho mantenuta. Per questo sono qui”.
Il suo arrivo in città la sera del trasporto, come riportano le cronache di 15 anni fa, attorno alle 21. Facchini fermi a piazza delle Erbe ad attenderlo. La discesa dall’auto a via San Lorenzo, applausi, strette di mani e sorrisi. Poi in prefettura. Quindi in comune.
Il sindaco Giulio Marini con un dono speciale, il mantello in pietra di una statua degli scavi di Ferento.
Massimo Mecarini, del Sodalizio Facchini di Santa Rosa è stato tra quelli che durante la sosta a piazza del Comune lo ha incontrato: “È rimasto davvero contento e si è congratulato con Raffaele con i Cesarini per la Macchina”. Era Ali di Luce.
Il legame con Viterbo e la sua patrona e un altro molto stretto con Giulio Marini. Sul palco al Palamalè, all’epoca Berlusconi lo ribadì, sostenendo il bis per la candidatura a sindaco. “Sosteniamo il nostro candidato sindaco – disse Berlusconi – ricordo quando dal 1993, allora lavorava in Camera di Commercio, ha iniziato con noi la sua avventura”.
Con la battuta facile, anche quando erano rivolte a di se stesso: “Ho perso il filo del discorso – disse a u certo punto – deve essere l’età…”.
Giuseppe Ferlicca
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