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Civita Castellana - Secondo anno di scavi sul Vignale, molti i cunicoli riportati alla luce che saranno punti di ripartenza il prossimo anno - Adottate tecniche di lavorazione non invasive

L’etruscologa Maria Cristina Biella: “Progetto Falerii, siamo andati oltre le nostre aspettative”

di Giusi De Novara
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Maria Cristina Biella

Maria Cristina Biella

Nicolò Sabina

Nicolò Sabina

Luca Giampieri

Luca Giampieri

Antonio Cananà

Antonio Cananà

Scavo del Progetto Falerii - I presenti

Scavo del Progetto Falerii – I presenti

Civita Castellana – Presentati i risultati della campagna di scavo del Progetto Falerii nell’incantevole cornice del Forte Sangallo, alla presenza del sindaco Luca Giampieri, della  direttrice del museo archeologico dell’Agro Falisco Sara De Angelis e del prefetto Antonio Cananà.

Dopo i saluti di rito del sindaco, che ha ricordato l’importanza dei fondi per proseguire le ricerche, quelli del prefetto che non ha mancato di elargire complimenti a tutto lo staff degli scavi.

“Sono stati raccolti risultati molto interessanti – le parole di Maria Cristina Biella, etruscologa  – abbiamo scavato seguendo un nuovo metodo, aprendo due saggi scelti per motivi precisi senza attuare indagini invasive. Siamo andati oltre le nostre aspettative, ed abbiamo chiesto una concessione triennale. Lo scavo in profondità vero e proprio bisogna aspettarselo dall’anno prossimo. Crescono le necessità sia di persone al lavoro che quelle economiche”.

“Nel saggio uno, siamo passati dagli iniziali 100 mq agli attuali 300 mq, ampliando di molto l’azione, soprattutto a sud. È stata un’impresa non indifferente, tante le strutture trovate – le dichiarazioni di Marco Pacifici –  verso sud delle intercapedini, forse per la gestione delle acque, e degli elementi in pietra per qualcosa di simile a una pavimentazione, oltre a una parte della città antica dove il livello si abbassa notevolmente. Vi sono anche tracce di umidità in una struttura. Questo a dimostrazione della presenza di cunicoli. Invece verso nord abbiamo trovato alcuni blocchi che sembrano curvare, forse una terrazza. Sono emerse anche tracce di vita quotidiana, come un ago in osso”.

“Nel saggio due, che si punta negli anni a ricongiungere con l’uno, per avere una rilevante estensione – afferma Nicolò Sabina – abbiamo riportato alla luce nella parte sud una struttura a blocchi, ed anche qui ci sono alcuni cunicoli. Abbiamo posto poi la nostra attenzione a nord, da una parte per avvicinarsi al saggio uno e dall’altra per poter analizzare in estensione la struttura. Sono stati Incontrati anche alcuni imprevisti, dai quali è emerso un riempimento particolare, sul fondo una struttura chiusa da lastre di tufo e a destra un grande scasso funzionale a dei grandi blocchi, quindi l’imbocco di un cunicolo abbastanza ripido. Ritrovato in questi ultimi giorni anche un piccolo animale realizzato in ceramica, diventato la mascotte dello scavo”.

“Continueremo a lavorare in questo modo – chiude la Biella – adottando sempre queste tecniche non invasive. I nostri studi verranno presentati anche a livello internazionale, per concludersi nell’appuntamento finale a Roma nell’estate 2024”.

Giusi De Novara


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30 giugno, 2023

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