Salvatore Fazio, Valeria Grani e Lorenzo Granì
Viterbo – “Discarica Arlena di Castro, non dobbiamo farci perdonare niente”. Così Lorenzo Grani, consulente della Med Sea Litter, la società che andrà a realizzare una piattaforma di riciclo della plastica, che questa mattina ha convocato una conferenza stampa nella sede di Federlazio in via Sacchi a Viterbo dopo la presa di posizione del consiglio provinciale e dell’assemblea dei sindaci che hanno chiesto alla regione di annullare il procedimento autorizzativo della piattaforma-discarica proponendosi, laddove questo non dovesse avvenire, di valutare un eventuale ricorso al Tar.
“Non solo non ci dobbiamo far perdonare niente – ha proseguito Grani -, ma non compriamo il territorio e non inquiniamo in alcun modo”.
Lorenzo Grani
Infine, come ha precisato, Salvatore Fazio, altro consulente della Med Sea Litter, “la societa’ ha ottenuto il pieno consenso da parte del consiglio comunale di Arlena e ha rispettato pienamente tutto il percorso autorizzativo, pubblico e trasparente, della regione. Abbiamo poi fatto tutti i passi imprenditoriale necessari in termini di contratti firmati e fornitura di materiali, cio’ significa che, laddove dovessimo subire dei danni da quanto sta accadendo, procederemo per le vie legali”.
Assieme a Lorenzo Grani e Salvatore Fazio, questa mattina in conferenza c’era anche l’amministratrice unica della società, Valeria Grani.
“L’impianto di Arlena nasce dal basso – ha spiegato Fazio – e non è una sorpresa. Il consiglio comunale di Arlena ha approvato due delibere che ci certificano e qualificano un atteggiamento di totale trasparenza e confronto con il territorio”.
Salvatore Fazio
Quali sono le caratteristiche del progetto?
“L’impianto di Arlena – ha proseguito Fazio – tratterà i rifiuti di mare e di spiaggia. La legge prevede inoltre fiumi e laghi. Tratterà poi le impurità contenute nell’umido (forsu), ossia, tanto per fare un esempio, il piatto di plastica che finisce dove non deve stare, e infine gli scarti del sistema impiantistico”.
“Dopodiché sarà una piattaforma che tratterà rifiuti provenienti solo dalla provincia di Viterbo, così come dagli impianti di trattamento forsu a Viterbo, Tarquinia, Tuscania, Soriano e Nepi”.
Considerando che nella Tuscia vengono trattate 260 mila tonnellate di forsu e tra queste è previsto un 15% di impurità, “il quantitativo che dovrebbe arrivare ad Arlena si aggira attorno alle 40 mila tonnellate circa ogni anno”.
Valeria Grani
Il ciclo produttivo dei materiali che arriveranno alla piattaforma si distinguerà poi in due fasi: ricezione e lavorazione, quest’ultima con “personale umano e robotica”.
Infine, “l’obiettivo della piattaforma – ha sottolineato Fazio – è quello di trasformare la plastica usata in plastica riutilizzabile al 100%, anche ad uso alimentare”. Plastica che “verrà venduta a delle imprese che hanno impianti a Tuscania, Civita Castellana e Sutri”.
Accanto alla piattaforma è prevista anche una discarica, “come stabilisce la legge – precisa Fazio -. Una discarica di rifiuti non differenziabili di 800 mila metri cubi, vale a dire 450 mila tonnellate complessive, divisa in 4 lotti da 200 mila metri cubi. Ad Arlena arriveranno poi quotidianamente 167 tonnellate di materiali per un massimo di 6 camion al giorno”.
Quali saranno le compensazioni previste per il territorio di Arlena?
“Il comune di Arlena – ha concluso Fazio – riceverà 600 mila euro di royalties ogni anno, un importante canone Imu derivante dai capannoni, l’assunzione di lavoratori provenienti dal territorio, due professionisti che certificheranno la qualità dei rifiuti in entrata nell’impianto, la realizzazione di un asilo e, in accordo con la soprintendenza, 20 mila euro l’anno per il recupero della zona archeologica di Arlena”.
Daniele Camilli
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