Viterbo – “Il presidente Silvio ha fatto tanto bene, il Signore gli dia la pace”. Al santuario di santa Rosa la messa in ricordo di Berlusconi e padre Damian, a inizio funzione lo ricorda.
Padre Damian
“Il presidente Silvio lo ricordiamo qui – ricorda Damian – in un luogo da lui amato. Sua madre portava il nome di Rosa. Lo ricordiamo qui e preghiamo per lui.
Il signore lo ricompensi per il bene fatto in questo mondo. Ho sentito, è stata una persona che col suo modo di essere ha fatto tanto bene, il Signore gli dia la pace”.
La messa in suffragio per Berlusconi
In tanti si sono ritrovati, per salutare quello che è stato un leader indiscusso, ma per chi era presente, la chiesa era piena, è sembrato più un ultimo tributo a un caro amico.
Ci sono tutti. Da Giulio Marini e Giovanni Arena che l’idea l’hanno promossa, a Daniele Sabatini e Antonella Sberna, il deputato Francesco Battistoni.
Sabatini e Sberna
Diversi i sindaci, da Paolo Dottarelli (Bolsena), a Stefano Bigiotti (Valentano), Giuseppe Ciucci (Farnese), ma pure il vicesindaco di Bolsena Andrea Di Sorte.
Poi Manuel Catini e si rivedono Goffredo Taborri, Ottavio Raggi, l’ex assessora Ludovica Salcini, Antonio Obino e Andrea Marcosano. C’è anche Ugo Poggi, consigliere comunale di maggioranza: “Sono qui in rappresentanza dell’amministrazione comunale”.
A Santa Rosa, in ricordo di quel lontano 2008, quando Berlusconi visitò il monastero e rimase molto impressionato nel vedere il corpo della santa.
Berlusconi, Tajani e Marini
“Ho parlato con le clarisse – disse a un incontro elettorale al Palamalè e ho visto il corpo della santa. Sono rimasto molto impressionato di come si è conservato”.
Alla patrona di Viterbo si sentiva molto vicino. “Sono molto legato a Santa Rosa, perché mia madre si chiamava Rosa e questo nome mi è molto caro”. La mamma del leader Forza Italia scomparso all’età di 86 anni, era deceduta pochi mesi prima.
Pure in quella circostanza aveva tirato fuori la sua parte ironica, leggera, ricordando l’incontro con le clarisse: “Suore dolcissime – raccontò – che mi hanno fatto promettere di tornare il tre settembre. Mi hanno dato consigli e me ne hanno anche chiesti. E io ho detto loro, quando uscite la sera, tornate presto..”.
Giuseppe Ferlicca
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