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Economia - Viterbo - Federico Basili, proprietario della struttura: "È il risultato di un anno di chiusura del parco termale, e c'è ancora qualcuno che tenta lo stesso di entrare"

“Bagnaccio: migliaia di turisti persi, 10 persone licenziate, danni e incassi mancati”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Migliaia di turisti persi, 10 persone licenziate, incassi mancati e danni a reti e cancelli”. È il risultato di un anno di chiusura del Bagnaccio, parco a nord Viterbo e parte di quel termalismo sociale che, soprattutto durante e dopo il Covid, è andato via via estinguendosi. Col rischio di essere sommerso, nel corso del tempo, da vegetazione e campagna.


Viterbo - Il Bagnaccio visto dall'alto

Il Bagnaccio visto dall’alto


“Un anno di chiusura – spiega Federico Basili, tra i proprietari del Bagnaccio – ha significato innanzitutto migliaia di turisti che non sono più venuti. In particolar modo i pellegrini della via Francigena. Gli facevamo fare il bagno gratis e gli regalavamo una bottiglietta d’acqua, lasciandogli un posto riservato all’interno della struttura. Non solo, ma prima del Covid avevamo ben 4 mila associati”.

“Dopodiché – prosegue Basili – un anno di chiusura ha voluto dire 10 persone licenziate e spese continuare, comunque, a tenerlo pulito. Insomma, e in sintesi, un danno economico, culturale e lavorativo”. 

Nel frattempo proprietà e comune stanno cercando una via d’uscita per riaprire il parco termale, “a partire dal prossimo anno – precisa Basili -. Dovremmo aver trovato una strada e a breve ci incontreremo di nuovo con l’amministrazione”.

Il parco del Bagnaccio è stato chiuso ad agosto, quando il Tar ha confermato la revoca della concessione, dopo un lungo braccio di ferro tra i gestori e comune di Viterbo. Il 4 agosto il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso contro la revoca dell’affidamento della subconcessione delle acque termali presentato da Gabriele Scorza, Federico Basili e Alessandro Scorza contro palazzo dei Priori e la Regione Lazio, non costituita in giudizio. Era partito tutto sotto i migliori auspici, nel 2017, quando il progetto dei gestori è risultato vincitore, consentendo d’ottenere la subconcessione della risorsa termale fino al 31 dicembre 2027.

La proposta era stata recapitata in comune il 18 novembre 2015, in seguito alla scadenza, l’11 luglio dello stesso anno, della precedente convenzione. Anche questa parte delle campagne viterbesi mostra alla vista un paesaggio mozzafiato. Sullo sfondo i resti delle terme del Bacucco, con la Martana, la strada che porta al lago di Bolsena, che neanche si vede e si sente. Intorno, una serie di sentieri che aprono a una delle zone etrusche più suggestive della Tuscia. Per i giudici amministrativi il ricorso non è assistito da sufficienti profili di fondatezza, considerato, in particolare, che è stato omesso “di gestire in proprio la concessione, di realizzare le vasche destinate alla fruizione gratuita del pubblico, di consentire (fino a che tale realizzazione non sarà avvenuta) l’uso promiscuo e gratuito delle aree ordinariamente destinate all’accesso oneroso, di consentire all’utenza la fruizione gratuita dei servizi essenziali, di installare misuratori di portata anche da remoto” e sono stati altresì richiesti “per la fruizione dei servizi a titolo oneroso, corrispettivi maggiori di quelli consentiti dalla convenzione”. 


Viterbo - Il Bagnaccio chiuso

Viterbo – Il Bagnaccio chiuso


All’inizio del suo mandato, in un’intervista rilasciata a Tusciaweb, la sindaca aveva dichiarato che il Bagnaccio era una delle urgenze da affrontare. “Ci sono diverse urgenze, dal Bagnaccio alle progettazioni da avviare”. Per il momento, però, e almeno fino al prossimo anno, nulla da fare.

“Nonostante la chiusura – sottolinea infine Basili – qualcuno tenta di entrare lo stesso, anche se l’acqua non c’è. E lo fa danneggiando cancelli e reti che di volta in volta siamo costretti a riaggiustare”.

Daniele Camilli


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31 luglio, 2023

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