Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – In questi giorni leggiamo sulla stampa regionale che il presidente della regione Lazio ha stanziato vari miliardi per l’apertura di nuovi ospedali e per l’acquisto di apparecchiature varie di cui c’è molto bisogno, soprattutto negli ospedali periferici che versano in stato di semi abbandono.
Ad aggravare la situazione, il caldo torrido di questi giorni che si fa sentire in modo particolare presso il reparto di oncologia dove l’impianto di condizionamento non funziona e la temperatura resta costante sopra i 30 gradi aggravando le condizioni di persone sottoposte a chemioterapia.
Come oss sanitarie e dei pensionati abbiamo più volte segnalato i disservizi e violazioni della norma (vedi ad esempio la situazione del trasporto delle salme in camera mortuaria o l’immondizia presente tutto attorno al presidio) alla direzione aziendale asl, peraltro, evidenziando come l’ospedale di Civita Castellana non sia dotato di un vero direttore sanitario.
Purtroppo, nessuna risposta e l’attuale incaricato delle funzioni di direttore sanitario resta al suo posto (difficile poi dire quale sia il suo posto vista la sovrapposizione di incarichi e di orari di lavoro) svolgendo contemporaneamente il ruolo di direttore sanitario senza titolo, direttore della Uosd cardiologia, e medico ambulatoriale, anche in intramoenia extramuraria (come evidenziato nel sito asl e allegati alla presente).
Il tutto mentre:
– continuano a mancare gli oss nei 3 turni dei reparti (almeno 2 a turno) con penalizzazione della assistenza diretta e alberghiera e quindi con risk sui pazienti;
– non è disponibile da mesi un farmaco necessario all’effettuazione degli interventi di cataratta, richiesto dall’oculista, con conseguente allungamento della lista all’inverosimile (un oculista è costretto a rinviare le operazioni della cataratta). Vi è una responsabilità organizzativa e personale.
– non sono definiti percorsi a norma dedicati al trasporto dei defunti (ancora si portano i defunti per circa 300 metri all’aperto (secondo noi materia penalmente rilevante, perchè il trasporto deve venire effettuato in percorsi interni e riservati). Vi è una responsabilità organizzativa e personale
– non viene effettuata una revisione delle assegnazioni del personale infermieristico e di supporto, visto che quattro unità sono assegnate alla direzione sanitaria (come responsabili delle infezioni ospedaliere. Il Sant’Andrea ne ha solo 5 per circa 600 posti letto), 2 unità infermieristiche sono assegnate alla segreteria degli ambulatori di Cardiologia e alcune oss con limitazioni a funzioni amministrative (si potrebbero trasformarle in personale amministrativo e liberare posti di oss).
Ci domandiamo a che serve avere presso il P.O. di Civita Castellana di una coordinatrice Gops delle professioni sanitarie se nemmeno si garantisce la presenza minima di oss nei reparti. I turni notturni sono tutti scoperti di questa figura. Presso il P.O. mancano almeno 15 oss garantendo almeno 2 per ogni turno. Le modalità e i tempi di assistenza diretta al paziente adottati, secondo le stime nazionali creano rischi notevoli di aggravamento e complicazioni di salute per i ricoverati .
– i trasferimenti interni di personale (come da molte segnalazioni pervenute) avvengono a dispetto delle regole aziendali, evidentemente a favore di altre ignote (si decide senza il sussidio della competente commissione aziendale).
Per le suddette ragioni, e per altre non citate ma in precedenza segnalate, chiediamo un rapido intervento del commissario straordinario, a cui chiediamo anche un incontro urgente.
Filippo Maro Perazzoni
Segretario Cisas Sanità/Coordinatore Ansap Regione Lazio
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