Civita Castellana – Approvato alla camera l’ordine del giorno per il riconoscimento della categoria dei ceramisti tra i lavori usuranti, ma Mauro Vaccarotti, segretario Filctem Cgil, frena gli entusiasmi, “Invitiamo tutti a festeggiare alla fine dell’iter, ora è presto”.
L’Unione Europea si era occupata del tema già alcuni anni fa, con la direttiva europea 2017/2398 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni, dove sull’argomento aveva scritto: “Vi sono prove sufficienti della cancerogenicità della polvere di silice cristallina respirabile. In base alle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici, è opportuno stabilire un valore limite per la polvere di silice cristallina respirabile. La polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione non è soggetta a classificazione. È pertanto opportuno inserire tra gli usuranti i lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione e stabilire un valore limite per la polvere di silice cristallina respirabile che dovrebbe essere oggetto di riesame, specialmente in considerazione del numero di lavoratori esposti”.
L’Italia l’ha recepita qualche anno più tardi, con il dlgs 44/2020 dove nell’allegato uno si fa riferimento a “lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione”. Ci si è resi conto che la categoria del lavoratore ceramista non era stata inserita nella lista dei lavori usuranti.
Si è chiesto quindi, “In sede di esame del disegno di legge AS 685 di conversione in legge del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, recante misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro, che la categoria professionale del ceramista, riconosciuta come “gravosa” merita anch’essa di essere inserita tra i lavori usuranti con particolare riferimento ai lavoratori che entrano in contatto con la silice cristallina, di cui al codice Ateco 23.42.00 – Fabbricazione di articoli sanitari in ceramica – e si impegna il governo a valutare, in sede di eventuale riordino complessivo del sistema pensionistico, misure volte a considerare l’inserimento della categoria professionale dei ceramisti nell’elenco dei lavori considerati particolarmente usuranti, ove ne sussistano le condizioni concrete”.
“La Filctem Cgil Civitavecchia Roma nord Viterbo, è certamente soddisfatta dell’impegno assunto dal governo, sia alla Camera che al Senato, per l’introduzione della ceramica sanitaria nelle categorie dei lavori usuranti – le dichiarazioni del segretario Mauro Vaccarotti – ma restiamo con i piedi per terra e continueremo a monitorare l’andamento con la speranza di veder ottimizzato, finalmente, il lavoro svolto in tutti questi anni.
La storia ci insegna che più volte siamo stati vicini al riconoscimento per poi stringere nient’altro che un pugno di mosche. Pertanto invitiamo tutti a trarne le dovute conclusioni e festeggiamenti solo a conclusione dell’iter”.
Prosegue Vaccarotti: “Chi va ringraziato, senza ombra di dubbio, per il lavoro svolto è il vice sindaco di Civita Castellana, l’avvocato Claudio Parroccini, che, non solo ha fatto da tramite con l’onorevole Battistoni e la delegazione di Forza Italia che ci ha ricevuto il 14 marzo 2023, ma ha partecipato direttamente alla stesura del testo che è la base dell’ordine del giorno riconosciuto, durante una domenica mattina nei nostri uffici con il sottoscritto oltre al delegato della ceramica Galassia, Angelo Conti, pedina fondamentale per questa vicenda. Essenziale anche il delegato Lucidi Antonio della ceramica Globo che faceva parte della delegazione alla Camera.
“È un passaggio importante, però è soltanto uno dei primi nei quali si ricorda al governo che c’è questa situazione da affrontare e da risolvere – le parole di Mauro Rotelli, tra i firmatari – naturalmente non può bastare un ordine del giorno, ma è già importante. Ringrazio il collega Francesco Battistoni, al quale mi sono associato come firma, è una cosa fatta insieme a tutela dei lavoratori e del territorio. Certo è che serve un testo di legge che possa supportare questo riconoscimento del lavoro usurante e ci lavoreremo nei prossimi atti governativi”.
Giusi De Novara
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