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Cronaca - La neoeletta presidente Coldiretti Viterbo, Maria Beatrice Ranucci: "Il mio predecessore Pacifici ha fatto un lavoro egregio" - Tra i temi caldi "cambiamento climatico, fotovoltaico e peronospora"

“La mia guida sarà nel segno della continuità, difesa, cura e crescita del territorio saranno le priorità”

di Barbara Bianchi
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Viterbo – “Proseguirò sulle orme di Mauro Pacifici perché in tutti questi anni ha svolto un lavoro egregio. Spinto dalla passione e dalla voglia di portare in alto il nome della Tuscia e delle sue sconfinate ricchezze”. La neoeletta presidente Coldiretti Viterbo, Maria Beatrice Ranucci, non ha dubbi. “La mia guida sarà nel segno della continuità con il passato”.

Maria Beatrice Ranucci

Maria Beatrice Ranucci


Una laurea in giurisprudenza, dopo la maturità classica, è alla guida dell’azienda di famiglia “Casetta Palagi”, nei Monti Cimini, che si occupa della produzione di castagne e nocciole. Mamma di un figlio di 23 anni, da sempre coniuga lavoro e famiglia. Ora questo nuovo, importante incarico. “Continueremo a lavorare nel solco già tracciato – sottolinea -, perché il lavoro finora svolto è stato grandioso, e per questo seguiremo questa strada. La Coldiretti che ho trovato è un’associazione solida, ben avviata con un’organizzazione ben strutturata. Non ci resta che migliorare ancora di più”.

Ed ecco quindi gli obiettivi di cui la neopresidente è pronta a farsi carico. “Puntiamo alla crescita dei nostri territori. Puntiamo a far emergere le istanze del territorio e a dare il giusto risalto ai nostri prodotti tipici. Cercheremo di lavorare sul cibo e sulla cura del territorio. Con lo scopo ben preciso di dare un’immagine positiva e innovativa dell’agricoltura. Un’agricoltura che deve essere sinonimo di cultura. Per il cibo, per le tradizioni e per i valori”. 

Il tutto, dovendosi però scontrare con il cambiamento climatico, la presenza di cinghiali, l’aumento del fotovoltaico. E, da ultimo, ma non per importanza, la peronospora. “Sono consapevole che la situazione sia complicata – spiega la presidente Ranucci -. Il clima sembra essere impazzito. Prima il grande problema della siccità, poi le piogge tardive di maggio e giugno hanno compromesso gran parte dei raccolti”.

Agricoltura - Irrigazione

Agricoltura – Irrigazione


Poi l’allarme peronospora. Una malattia fungina che può causare gravi danni alle viti e compromettere la capacità produttiva dei vigneti e con essa la tenuta economica delle aziende e delle strutture cooperative che operano nel comparto. “Nella Tuscia – spiega -, i danni al raccolto arrivano fino al 90%. Nei casi più gravi e compromessi. Abbiamo chiesto sostegni alla regione Lazio, ora dobbiamo monitorare la situazione per capire come evolverà la cosa”. 

La continuità con il passato e con il suo predecessore Mauro Pacifici, riguarderà anche la lotta al fotovoltaico e la difesa del suolo. “Dobbiamo difendere la nostra cultura – ci tiene a sottolineare Ranucci -, le nostre radici. E batterci contro questo aumento di impianti è una nostra priorità”. 

Poi una fotografia dell’agricoltura viterbese. “È un ambiente ricco e sano. La Tuscia ha grandi potenzialità, abbiamo un territorio eterogeneo con potenzialità che dobbiamo fare in modo che emergano. Possiamo dare tanto e dobbiamo impegnarci per tirare fuori il meglio. Se non altro per l’enorme passione che mettiamo. L’agricoltura è un lavoro pesante, non lo faremmo se non amassimo così tanto la terra e le nostre tradizioni”. 

Il nostro è un lavoro difficile e duro, costellato di difficoltà, che non si farebbe senza la grande passione che ci anima e che ci spinge ad andare sempre avanti buttando il cuore oltre l’ostacolo – conclude -. Amiamo la terra e soprattutto amiamo la nostra terra. Come presidente Coldiretti Viterbo mi impegnerò affinché i nostri prodotti e il nostro territorio siano sempre più tutelati, valorizzati e conosciuti. Perché è ciò che meritiamo. Ciò per cui siamo qui”.

Barbara Bianchi


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30 luglio, 2023

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