Viterbo – “Stiamo pensando di utilizzare le nuove tecnologie per controllare sicurezza e stato di salute sul posto di lavoro”. L’idea è dell’assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione e università Giuseppe Schiboni.
Giuseppe Schiboni
In giornata la sua prima visita ufficiale a Viterbo dove ha incontrato il rettore dell’università della Tuscia Stefano Ubertini, i dirigenti scolastici, sindaci e sindacati. Nel pomeriggio il saluto alla riunione convocata nella sala Benedetti della provincia da Forza Italia.
Il punto di partenza della proposta lanciata dall’assessore è la morte, la settimana scorsa di Nasser Al Masoudi, 50enne di origini tunisine, mentre stava raccogliendo dei cocomeri in un campo a Montalto di Castro. Morte per la quale la procura di Civitavecchia ha aperto un’indagine disponendo l’autopsia sul corpo del lavoratore.
“Si potrebbero dotare i lavoratori di sensori – ha specificato poi l’assessore a margine dell’incontro – che controllerebbero sicurezza e stato di salute mentre si sta lavorando”.
Assieme a Schiboni, in provincia, ci sono anche il deputato Francesco Battistoni, il capogruppo di Forza Italia in regione Giorgio Simeoni, il presidente della provincia Alessandro Romoli e il dirigente di Forza Italia Giulio Marini.
Viterbo – L’incontro con Giuseppe Schiboni
In sala, tra i presenti, anche l’ex senatore Umberto Fusco, appena uscito dalla Lega, e l’ex sindaco di Viterbo Giovanni Arena.
“L’attenzione sul lavoro – ha proseguito Schiboni – deve essere massima. Chi lavora deve essere più tutelato. Lavorare in sicurezza è un diritto sacrosanto e la vita è un valore assoluto che va salvaguardato”.
Viterbo – L’incontro con Giuseppe Schiboni
Schiboni ha poi parlato degli incontri avuti nel corso della mattinata. “Una giornata molto intensa di contenuti. L’ottica è quella di una condivisione con il territorio. Un territorio molto attivo e reattivo. E credo che con le istituzioni della regione si potrà sicuramente fare un ottimo lavoro”.
“Abbiamo un finanziamento Pnrr – ha concluso infine l’assessore al lavoro – che ci permette di intervenire sui modelli di sviluppo. E queste risorse vanno spese nel modo migliore per creare una struttura sostenibile. Per dare soddisfazioni economiche e occupazione per i giovani”.
Daniele Camilli
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