Viterbo – Il funerale di Alessio Paternesi – I gonfaloni di provincia, comune di Civita Castellana e lo stendardo del Sodalizio dei facchini – Nel riquadro la sindaca Chiara Frontini
Viterbo – Perché mancava il gonfalone del comune di Viterbo al funerale del maestro Alessio Paternesi? “Non c’è una risposta sul fatto che non c’era. Non c’era, e non c’era”. Insomma, non c’era punto e basta. Quando la pezza è peggio del buco. Chiara Frontini, taglia corto e non sa cosa rispondere. Ieri mattina, dopo la conferenza stampa dedicata agli eventi che accompagneranno le festività per Santa Rosa. L’altro ieri l’ultimo saluto al più grande pittore e scultore del Novecento viterbese. C’erano tutti, provincia e comune di Civita Castellana. C’era anche i rispettivi gonfaloni e lo stendardo del Sodalizio dei facchini. Mancavano, invece, la sindaca – rappresentata dall’assessora anziana, Patrizia Notaristefano – e il gonfalone della città. La sindaca, come ha detto, stava da un’altra parte, a San Benedetto del Tronto. Per un evento. Insomma, ha deciso di non andare.
Viterbo – Il funerale di Alessio Paternesi – I gonfaloni di provincia e comune di Civita Castellana
Sindaca Chiara Frontini, come mai non è andata al funerale di Alessio Paternesi?
“Perché non ero fisicamente presente in città, stavo da un’altra parte e l’amministrazione ha portato i propri omaggi alla camera ardente con il vicesindaco Alfonso Antoniozzi e l’assessore allo sviluppo economico Silvio Franco. Io ho partecipato velocemente alla conferenza che ricordava il decennale delle macchine a spalla dell’Unesco e poi mi sono assentata da Viterbo perché ero in rappresentanza da un’altra parte”.
Dove?
“Ero a San Benedetto del Tronto ospite di una federazione per un evento di carattere nazionale cui eravamo stati invitati”.
Mancava anche il gonfalone del comune…
“C’era l’assessore anziano, vestito in forma ufficiale che, per altro, su mia volontà è andata a rappresentare l’amministrazione. Perché ritenevo che fosse doveroso che la città fosse rappresentata alle esequie. Fra l’altro io stessa ho parlato con la figlia di Paternesi alla quale ho detto che non avrei potuto essere presente di persona ma che la città era vicina alla loro perdita e che avremmo avuto il piacere di onorare il maestro come si deve alla sua figura. Tant’è che abbiamo in cantiere una serie di iniziative che verranno meglio raccontate nelle prossime settimane”.
Alessio Paternesi
Perché, però, non c’era il gonfalone del comune? C’erano invece quelli della provincia e del comune di Civita Castellana, più lo stendardo del Sodalizio dei facchini. Poi, perché non mandare il vicesindaco al posto dell’assessore anziano?
“Esiste non gerarchia. C’è il sindaco, il vicesindaco e l’assessore anziano. Quest’ultimo, in assenza dei primi due è anche quello che può presiedere la giunta. Abbiamo ritenuto che la figura più alta in grado, dopo sindaco e vicesindaco, dovesse rappresentare l’amministrazione al funerale”.
Perché anche il vicesindaco era assente?
“Il vicesindaco ha portato i saluti della città alla camera ardente. Non poteva essere presente al funerale per impegni di carattere personale. Credo che sia compito della città onorare il maestro Paternesi e lo faremo, celebrando le sue opere e il suo estro. Dopodiché se si vuole polemica su una questione di questo tipo, facciamola e noi risponderemo nel modo più opportuno”.
Non ha però risposto sull’assenza del gonfalone del comune al funerale…
“Non c’è una risposta sul fatto che non c’era. Non c’era e non c’era”.
Vi siete dimenticati a mandarlo?
“Questa è una sua affermazione”.
Meno male…
Daniele Camilli
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