Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dispiace apprendere che non sono state invitate le rappresentanze sindacali della polizia penitenziaria dalla VII commissione del consiglio regionale del Lazio.
Apprendiamo che in data 25 luglio sono stati ascoltati tutti dal Garante detenuti Lazio ai vari dirigenti Asl delle varie provincie. Seppur per conoscenza al presidente della VII commissione della regione Lazio era stata trasmessa una nota unitaria delle rappresentanza sindacali regionali, inviata in data 20 giugno scorso, indirizzata al presidente della regione Lazio Rocca, dove si evidenziavano le criticità delle carceri del Lazio non ultime quelle legate alla gestione di detenuti con problemi psichiatrici e quelli attinenti alle Rems chiedendo una apposita convocazione urgente, da nessuno abbiamo ricevuto risposta. Probabilmente non si vuol ascoltare chi, invece, le problematiche le vive quotidianamente siano esse dei lavoratori oppure le criticità che vivono gli stessi detenuti. Avremmo dato un ulteriore contributo da un altro punto di vista e far capire meglio le problematiche che si verificano nelle carceri del Lazio.
Con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e la non modifica del codice penale, capita che a molti autori di reati, spesso efferati e di grande impatto sull’opinione pubblica, piuttosto che valutarli incapaci d’intendere e volere rendendoli non imputabili come recitano le norme, gli si attribuisca qualche disturbo mentale e gli si faccia espiare una condanna in un penitenziario ordinario. Quei penitenziari che non andavano bene sotto forma di opg ma in quali in decine e decine di casi in Italia, sono stati creati alcuni spazi per “detenuti psichiatrici”. Insomma lo stato ha rigenerato tanti mini opg.
Ma questa situazione si scarica sulla già congestionata situazione interna delle carceri, sovraffollate, spesso inadeguate strutturalmente, con aggressioni su aggressioni che ogni giorno subiscono gli appartenenti alla polizia penitenziaria. Purtroppo gli eventi che si sono verificati in questa settimana sono in varie sedi quali: Rieti, Viterbo Mammagialla, Regina Coeli solo per citarne alcuni.
Attualmente il sovraffollamento regionale risulta in aumento rispetto al mese precedente ed ora è di 922 detenuti considerato che n. 6.209 risultano essere i detenuti reclusi nei 14 istituti del Lazio, rispetto ad una capienza regolamentare di detenuti prevista di n. 5.287.
Per la Fns Cisl Lazio occorrono urgenti e radicali interventi perché il personale è stremato e così non si può continuare. Basta con le passerelle, servono ora come non mai solo atti concreti. Dalle condizioni delle carceri si misura il grado di civiltà della nostra repubblica ma non occorre dimenticare che chi opera nei penitenziari deve poter lavorare in serenità e questo non risulta ad oggi ed purtroppo non compreso da chi, invece, dovrebbe intervenire e risolvere la problematica.
Massimo Costantino
Segretario generale Fns Cisl Lazio
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