Viterbo – “Va in scena Viterbo del Seicento e il suono che le persone ascoltavano all’epoca”. È il festival barocco Alessandro Stradella 2023, dal 30 agosto e il primo ottobre. Nella città dei papi e in altri comuni della Tuscia.
“Non solo – ha aggiunto l’assessore comunale alla cultura Alfonso Antoniozzi – riproponiamo un oratorio che racconta un frammento della vita di Santa Rosa, dall’esilio a Vitorchiano alla conversione della maga”.
La presentazione del festival Barocco
La presentazione del festival, questa mattina nella sala d’Ercole di palazzo dei Priori dove, assieme ad Antoniozzi, ci sono anche ci sono la sindaca Chiara Frontini, il direttore artistico del festival Andrea De Carlo, la consigliera di amministrazione della fondazione Carivit Elisabetta De Minicis e alcuni cantanti solisti.
Masashi Tomosugi, Dorota Sczepanska e Silvia Frigato
Un’edizione, quella del festival di quest’anno, particolarmente legata alla storia e alle tradizioni di Viterbo, in alcune tra le più antiche e belle chiese della città e con una data a Villa Lante di Bagnaia. Un mese di concerti con ensemble e solisti italiani e internazionali con un percorso musicale toccherà anche Caprarola, Celleno, Civitella d’Agliano, Montefiascone, Nepi, Ronciglione e Tuscania.
Il festival barocco Alessandro Stradella è realizzato in collaborazione con il ministero della cultura, la regione Lazio, la direzione regionale musei, il comune di Viterbo e i comuni coinvolti nell’evento, la fondazione Carivit, la fondazione Pieta’ dei Turchini e Atcl.
Chiara Frontini
“Abbinare il festival ad Alessandro Stradella – ha detto Frontini – e metterlo insieme al culto di Santa Rosa e al decennale del riconoscimento Unesco significa mettere insieme una serie di significati che colpiscono al cuore della nostra identità”.
La rassegna, che si avvale della direzione artistica del maestro Andrea De Carlo e della presidenza onoraria di Anna Fendi, è dedicata a un protagonista poco noto del Seicento italiano, Alessandro Stradella, legato a questo territorio, e vuole promuovere la musica barocca con attività di ricerca, formazione, produzione, diffusione ed edizione musicale, caratterizzandosi inoltre tra tradizione e linguaggi contemporanei.
Andrea De Carlo ed Elisabetta De Minicis
“Il festival barocco – ha sottolineato De Minicis – è uno dei casi in cui la cultura è legata alla ricerca”.
L’apertura del 30 agosto, alle 20,30, propone nella chiesa di Santa Maria nuova a Viterbo l’esecuzione dell’oratorio Santa Rosa di Viterbo di Alessandro Melani (1639-1703). Un’opera eseguita per la prima volta nel 1693 è affidata oggi all’ensemble Mare Nostrum diretta di Andrea De Carlo, con la partecipazione dei soprano Silvia Frigato, nel ruolo della santa, e Dorota Sczepanska, la madre, il basso Masashi Tonosugi, il padre, e il mezzosoprano Eleonora Filipponi, la maga.
Alfonso Antoniozzi
L’evento sarà preceduto dalla prima registrazione assoluta dell’orarorio e da un convegno internazionale, alle 18 nella sala Regia di palazzo dei Priori, sul tema Attorno alla Santa Rosa di Viterbo di Alessandro Melani.
“Un festival – spiegato infine De Carlo – che rappresenta un grosso cambio nel rapporto tra il festival e la città di Viterbo, per il valore artistico dell’assessore Antoniozzi e perché il comune di ha messo in convenzione per tre anni, cosa che ci permette di rafforzarci sul territorio”.
Sono oltre 20 gli appuntamenti dell’edizione 2023. Alla data inaugurale fanno seguito Il canto di Roma. Paesaggi sonori della Roma barocca con i giovani talenti dello Stradella Y-Project (primo settembre ore 21 convento di San Giovanni Battista a Celleno) e Il violino fantastico con Margherita Papulin (violino) e Juan Jose’ Francione (arciliuto) il 2 settembre alla torre Monaldesca di Civitella d’Agliano (ore 21) e il 3 al forte dei Borgia di Nepi (ore 18,30 e ore 21).
Un percacho que parte de Napoles a Roma è quindi il concerto di musica popolare al confine tra Rinascimento e Barocco con Nando Citarella (canto, percussioni, chitarra battente) e Michele Carreca (chitarra barocca) in programma l’8 settembre nel suggestivo scenario di Villa Lante di Bagnaia. Tra gli appuntamenti successivi, da sottolineare il ritorno della concertista cilena Catalina Vincens, star internazionale del clavicembalo, il 9 settembre, e il progetto Double Bach del contrabbassista Daniele Roccato il 24, entrambi a Santa Maria nuova a Viterbo.
Il festival dedica infine un’intera sezione ai musicisti della Tuscia, con due importanti iniziative: Massenzio 2035, progetto di esecuzione integrale delle opere del ronciglionese Domenico Massenzio (1586-1657) con i giovani dello Stradella Y-Project (15, 16, 17 settembre in varie location) e L’Aurata Cintia Armonica con l’ensemble il Setaccio musicale, una raccolta di musiche di diversi autori che il romano Fabio Costantini pubblico’ dal 1614 al 1639 (30 settembre a Viterbo, primo ottobre a Nepi).
Daniele Camilli
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