Viterbo – ( sil.co.) – Sarebbe stata una polmonite a uccidere la 55enne di Piansano ricoverata a Belcolle il 19 luglio per un forte mal di testa.
La paziente, dimessa il 2 agosto perchè “in via di guarigione”, nonostante una crisi respiratoria per cui la stessa notte le era stato somministrato dell’ossigeno, è stata nuovamente ricoverata la mattina successiva, il 3 agosto, su richiesta della sostituta del medico curante, per una sospetta polmonite.
La salma della 55enne, deceduta in ospedale intorno alle 11 di giovedì 10 agosto, madre di due figli di 37 e 33 anni, è stata sottoposta ieri ad autopsia in seguito alla denuncia del compagno assistito dall’avvocato Samuele De Santis e degli altri familiari.
La pm Paola Conti, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti, ha affidato l’incarico al medico legale Matteo Scopetti del policlinico Umberto I di Roma.
Secondo le prime risultanze, la situazione polmonare sarebbe stata “complessa, con apice destro retratto ed enfisema a grandi bolle. Lobi inferiori epatizzati da polmonite purulenta. Un tumore a manicotto della parte distale dell’esofago. Forse secondario a quello polmonare. Encefalo niente. Niente metastasi”. Per le conclusioni bisognerà aspettare i canonici sessanta giorni.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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