Viterbo – “La sindaca Frontini non sta dentro le tempistiche delle opere pubbliche e manca ancora il mutuo per gli asfalti. Non ha nessuna idea di come si amministra e dei tempi e procedure. Per quanto riguarda le strada sta perdendo solo temo”. Alvaro Ricci, capogruppo del Pd al comune di Viterbo, non ha dubbi: per lui l’amministrazione comunale non è in grado di rispettare le scadenze per chiedere un mutuo alla cassa depositi e prestiti nel 2023 e procedere con la realizzazione di quanto previsto dal programma triennale delle opere pubbliche 2023-2025. “La sindaca vorrebbe asfaltare le arterie principali della città per 2,6 milioni di euro – spiega -, ma ad oggi c’è solo uno studio di fattibilità e nessuno progetto definitivo”.
Alvaro Ricci
Ricci, l’amministrazione Frontini è in grado di rispettare nell’anno corrente le scadenze del programma triennale delle opere pubbliche?
“No, l’amministrazione non sta assolutamente dentro le tempistiche. Per chiedere un mutuo che serve a realizzare un’opera inserita nel piano triennale, c’è bisogno di un progetto definitivo. Se per di più l’amministrazione vuole realizzare l’opera entro quest’anno, la deve spostare dal 2024 al 2023 e farla entrare nell’elenco annuale, quindi nell’esercizio corrente. A quel punto c’è bisogno di una copertura vera, di soldi”.
Un esempio concreto?
“L’amministrazione Frontini vuole procedere nell’anno corrente con l’asfaltatura delle arterie principali della città per un importo 2,6 milioni di euro. E ha detto che realizzeranno questo intervento contraendo un mutuo. Ma ad oggi per questi 2,6 milioni di euro c’è solo uno studio di fattibilità, che da solo è pari a niente. Per chiedere il mutuo c’è invece bisogno di un progetto vero che indichi quanto spessore di asfalto realizzare, quanti chilometri coprire, quali strade, eccetera. Poi, prima di procedere alla richiesta del mutuo, entra in gioco il soggetto validatore che deve certificare che quel progetto sia stato realizzato a regola d’arte e nel rispetto delle norme del codice degli appalti”.
E quanto tempo ci vuole?
“Sicuramente non un giorno. Il soggetto validatore si assume una grande responsabilità, è lui che ne risponde nel caso in cui in sede di appalto dovessero emergere problemi o errori. Quindi è chiaro che il soggetto validatore si prende i suoi tempi prima di certificare o meno un progetto”.
E se l’amministrazione riesce a ottenere la certificazione in tempi celeri, a quel punto che succede?
“Ammesso che ci riesca, l’assessore o chi per lui deve chiedere la copertura economica per realizzare questo intervento di asfaltatura. Ma manca ancora il progetto definitivo: quale dirigente chiederebbe dunque una copertura economica sapendo che al 90 per cento non riuscirà a produrre quel progetto definitivo nelle tempistiche previste? Va ricordato che il termine ultimo per chiedere un mutuo alla cassa depositi e prestiti è dicembre…”.
Se non ci sono le tempistiche, perché la sindaca Frontini vuole procedere lo stesso con questo progetto?
“Perché la città ne ha bisogno, ma purtroppo l’amministrazione non sta nelle tempistiche. C’è poi anche un altro aspetto che va considerato: nel 2024 entra in vigore il patto di stabilità, quindi riuscire a prendere un mutuo sarà complicatissimo. Tutta questa situazione mi fa venire in mente tante domande a cui non riesco sinceramente a dare una riposta”.
Tipo?
“Se l’amministrazione ha approvato il bilancio di previsione ad aprile, perché questa operazione non l’ha iniziata subito ma solo all’ultimo secondo? Perché il mutuo per i 5 milioni di euro indicati dall’ex sindaco Giovanni Arena, anziché contrarlo a dicembre del 2022, l’ha contratto a giugno 2023? I lavori dovrebbero partire a settembre, ma ho forti dubbi che ciò accada. La sindaca e la sua amministrazione non stanno dentro le tempistiche delle opere pubbliche, e non solo per quanto riguarda le strade. Si pensi per esempio ai rifiuti o alla candidatura di Viterbo come “capitale europea della cultura”. Su quest’ultimo progetto l’amministrazione aveva predisposto 160mila euro all’anno per tre anni, dal 2023 al 2025. Poi però, quando abbiamo fatto l’assestamento, ci siamo resi conto che di quei 160mila euro ne erano stati spesi solo 13mila. Questo significa solo una cosa: che è stata sbagliata la programmazione. E che le tempistiche vanno rispettate”.
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