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Economia - Lo studio del Consiglio nazionale Giovani ed Eures: “È l'effetto di precarizzazione, discontinuità lavorativa e retribuzioni basse per i lavoratori under 35”

“Un giovane che inizia a lavorare oggi andrà in pensione a 74 anni”

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Lavoro

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Roma – “Un giovane che inizia a lavorare oggi andrà in pensione a 74 anni”.

Lo sottolinea la ricerca “Situazione contributiva e futuro pensionistico dei giovani”, realizzata dal Consiglio Nazionale dei Giovani assieme a Eures.

In base alle proiezioni sul valore delle pensioni atteso, se la permanenza si protraesse fino al 2057, i lavoratori dipendenti che oggi hanno meno di 35 anni andrebbero in pensione a 73,6 anni con unimporto dell’assegno pensionistico di circa 1100 euro netti. Per i lavoratori con partita Iva un assegno netto medio di circa 1128 euro.

“La combinazione di precarizzazione, discontinuità lavorativa e retribuzioni basse per i lavoratori under 35 – spiega il presidente del Cng – non solo rende più difficile l’ingresso nel mercato del lavoro, ma determinerà la loro uscita solo per vecchiaia, con importi pensionistici molto bassi. Una situazione che, se non si interviene, sarà socialmente insostenibile. La questione demografica e il passaggio al sistema del contributivo puro mettono ulteriormente a rischio la sostenibilità del nostro sistema pensionistico”.

“Sono stime – aggiunge ancora il Consiglio Nazionale dei Giovani – che evidenziano la grave distorsione del sistema, così come attualmente definito, che non soltanto proietta nel tempo le diseguaglianze reddituali, rinunciando a qualsivoglia dimensione redistributiva, ma addirittura risulta punitivo verso i lavoratori con redditi più bassi, costretti a permanere nel mercato del lavoro (al di là dell’anzianità contributiva) per tre o addirittura sei anni più a lungo dei loro coetanei con redditi più alti e ad una maggiore stabilità lavorativa”.


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10 agosto, 2023

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