Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Regione Lazio - È il contributo a fondo perduto cui sono stati ammessi i due comuni del Viterbese - All'inizio del 2019, in provincia, risultavano esserci 38 immobili tra cui ville, terreni, alberghi e appartamenti

Beni confiscati alla criminalità, 35mila euro a Tarquinia e 59mila euro a Soriano per la ristrutturazione

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

Fabrica di Roma - L'albergo confiscato

Fabrica di Roma – L’albergo confiscato alla criminalità che sarebbe dovuto diventare una casa di riposo


Viterbo – Beni confiscati alla criminalità organizzata acquisiti al patrimonio degli enti locali, via libera della Regione Lazio a un finanziamento complessivo di circa centomila euro ai comuni di Soriano nel Cimino e Tarquinia.

È la somma totale cui sono stati ammessi i due comuni del Viterbese per la ristrutturazione di beni confiscati alla criminalità organizzata. Si tratta, in particolare 35mila euro a Tarquinia e 59mila euro a Soriano nel Cimino, per favorire il riutilizzo e la fruizione sociale dei beni immobili confiscati. Da record le confische sul litorale di Tarquinia: tra Marina Velka e San Giorgio, un totale di 13 beni, tra cui ville e appartamenti. 

Si tratta di un contributo a fondo perduto, che può coprire fino al 100% dei costi ammissibili di ciascun progetto, al netto dell’eventuale cofinanziamento previsto, entro il massimale di 70mila euro per le due amministrazioni della Tuscia ammesse al finanziamento. I lavori di ristrutturazione, in base al bando, devono essere conclusi entro 12 mesi dalla concessione del finanziamento.

Sette i comuni della Tuscia – Fabrica di Roma (dove, oltre al famoso albergo che sarebbe dovuto diventare una casa di riposo, sono stati confiscati un complesso industriale, diversi terreni e ville), Gallese (due abitazioni indipendenti), Montefiascone (un appartamento), Nepi, Soriano nel Cimino, Tarquinia e Viterbo – cui l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati ha assegnato un cospicuo numero di proprietà, alloggi e terreni, da restituire alla collettività secondo il principio costituzionale della solidarietà sociale. 

Al 28 giugno, Nepi risultava essere l’unico comune che aveva proceduto in tal senso, assegnando terreni dotati di fabbricati attigui con regolare bando a un consorzio di cooperative, diventati quella la “Fattoria Crocevia”. Viterbo, alla stessa data, risultava avere destinato l’unico bene ad uso istituzionale.

La Regione, con avviso pubblicato lo scorso mese di dicembre, ha stanziato allo scopo un importo complessivo di oltre un milione di euro, un milione 7.845,30 euro, di cui: oltre mezzo milione, 537.655,02 euro, a nove comuni del Lazio e della Città metropolitana di Roma; 70mila euro a un progetto del Municipio VIII di Roma Capitale; quasi quarantamila euro, 39.772,20, a un progetto della cooperativa sociale Fattorie Solidali per gli organismi del terzo settore.

Tra i comuni, oltre a Tarquinia e Soriano nel Cimino, sono stati ammessi al contributo Rignano Flaminio, Bracciano, Sperlonga, Anzio, Formia Fondi e Città di Pratica.

A comunicarlo il funzionario Luigi Ferdinando Nazzaro, responsabile della direzione regionale affari istituzionali e personale, dopo avere preso atto delle risultanze e dei verbali della commissione di valutazione e approvazione delle graduatorie, insediatasi in data 19 luglio, su proposta del dirigente Maria Calcagnini dell’area “Politiche per lo sviluppo socio-economico dei comuni, servitù militari, sicurezza integrata, beni confiscati alla mafia e beni comuni”.

La Regione, in base alla legge regionale 5 luglio 2001, n. 15,  concede finanziamenti in conto capitale per opere di ristrutturazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata al fine di favorirne il riutilizzo e la fruizione sociale nell’ambito dell’attuazione di politiche sociali a favore della legalità, della sicurezza e della prevenzione delle situazioni di disagio, di accoglienza e di supporto per le vittime di reato. Destinatari dei finanziamenti gli enti locali che possono amministrare direttamente i beni, le organizzazioni di volontariato, le cooperative sociali, le comunità terapeutiche e i centri di recupero e cura di tossicodipendenti, iscritti negli albi o registri regionali previsti dalla normativa vigente in materia. 

All’inizio del 2019, in provincia di Viterbo, risultavano esserci 38 immobili confiscati alla criminalità, tra cui ville, terreni, alberghi e appartamenti in attesa di essere riassegnati ai comuni e utilizzati per scopi sociali.

Il 25 novembre 2022, a seguito della conferenza di servizi dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati, i comuni del Lazio invitati hanno richiesto 149 nuovi immobili, presenti nei territori di rispettiva competenza, da acquisire al patrimonio indisponibile per finalità istituzionali o sociali sulla base di uno specifico progetto di utilizzo. Negli ultimi anni, invece,  sono stati finanziati 78 progetti di ristrutturazione dei beni confiscati e restituiti ai cittadini, spazi sottratti alla criminalità organizzata diventati luoghi di socialità ed inclusione sociale e sportiva.

Silvana Cortignani


Condividi la notizia:
22 settembre, 2023

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tamponamento-tra-due-auto-sulla-teverina/