Tarquinia – (sil.co.) – Bocciati dalla cassazione i ricorsi di due dei nove giovani finiti a processo davanti al tribunale di Perugia per una rissa tra due gruppi di giovani avvenuta a ferragosto 2020 nel parcheggio di una discoteca di Bastia Umbra sfociata nella morte del 25enne spoletino Filippo Limini Senapa, picchiato a calci e pugni quindi investito dopo essere finito a terra dietro la vettura il cui conducente, per scappare, ha innestato la retromarcia. Sei le parti civili cui è stato riconosciuto il diritto a un risarcimento.
Uno dei due imputati è un 26enne italiano nato a Tarquinia il 17 luglio 1997, Kevin Malferteiner, condannato in primo e secondo grado a 10 mesi con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato per il solo reato di rissa aggravata e assolto dall’accusa di concorso in omicidio stradale. Condanna diventata ora definitiva, in seguito alla sentenza della quinta sezione penale della corte di cassazione dello scorso 26 giugno.
L’altro è un 23enne d’origine romena, Valentino George Neculai, condannato in via definitiva a 7 anni per omicidio preterintenzionale e rissa aggravata.
Neculai, che dopo i fatti era scappato in Germania dove è stato rintracciato all’estero dai carabinieri di Assisi e arrestato il successivo mese di dicembre, aveva colpito Limini con calci e pugni mentre era già a terra dopo un precedente colpo da un altro partecipante alla rissa. La vittima è stata quindi investita e uccisa dall’utilitaria a bordo della quale il gruppo stava tentando la fuga.Brendon Kosiki, autista dell’auto, ha patteggiato una pena di 4 anni per omicidio stradale e rissa. Denis Hajderlliu, che aveva colpito Limini con un pugno prima che Neculai intervenisse, aveva patteggiato 3 anni.
Malferteiner ha chiesto l’annullamento della sentenza di appello in quanto “si è limitata ad aderire alla motivazione della decisione di primo grado, omettendo la valutazione delle emergenze istruttorie”, partendo “dal presupposto della colpevolezza dell’imputato per poi cercare di motivare l’affermazione di penale responsabilità attraverso riferimenti al materiale probatorio, decontestualizzandoli dal quadro generale e spesso interpretandoli malamente”.
I due imputati, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbero entrambi partecipato alla rissa scoppiata all’ingresso di una discoteca, per poi fuggire in tre a bordo di una utilitaria Opel, dove Kevin Malferteiner aveva occupato il posto alla destra del guidatore, ma erano stati raggiunti dai loro contendenti, alcuni dei quali armati di oggetti idonei ad offendere, i quali avevano circondato l’autovettura e avevano iniziato a colpirla con tali oggetti e con calci e pugni determinando lo sfondamento del lunotto posteriore e dei finestrini posteriori e avevano colpito con una chiave inglese, colpendo a un braccio il conducente e procurando lesioni anche al 26enne originario di Tarquinia.
Il conducente, riuscito a ripartire effettuando una manovra in retromarcia, è passato sul corpo di Filippo Limini Senapa, che era rimasto disteso sulla strada, poi ha urtato un’altra vettura e si è infine allontanato.
Il ricorso di Neculai è stato rigettato mentre quello di Kevin Malferteiner è stato dichiarato inammissibile in quanto “la corte territoriale ha fornito adeguata motivazione circa le ragioni che l’hanno portata ad affermare che il 26enne ha attivamente partecipato alla rissa e non ad una semplice discussione”.
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