Viterbo – “Patto d’amore, un’esperienza che dobbiamo vivere tutti i giorni, legandoci gli uni agli altri”. Don Massimiliano Balsi, parroco della Quercia, ha presentato così il Patto d’amore che nel pomeriggio del 10 settembrche verrà rinnovato tra la città di Viterbo, i comuni della diocesi e la Madonna della Quercia.
Da sinistra Don Massimiliano Balsi, Chiara Frontini, Irene Temperini e don Emanuele Germani
Non solo, ma “per la prima volta – ha proseguito don Massimiliano – saranno presenti tutti i comuni della diocesi, 35 in tutto”.
La presentazione degli eventi che caratterizzeranno il fine settimana, questa mattina nella sala d’Ercole di palazzo dei Priori a Viterbo.
Assieme a don Massimiliano Balsi, ci sono anche la sindaca Chiara Frontini, don Emanuele Germani della diocesi e Irene Temperini della basilica di Santa Maria della Quercia.
Chiara Frontini
“Le reliquie non devono restare cristallizzate – ha aggiunto don Massimiliano -, ma vivere nella vita di tutti i giorni portando un cambiamento concreto, legandoci gli uni agli altri in un patto di rispetto e reciprocità”.
Gli appuntamenti più importanti. Sabato sera alle ore 21 nelle vie della Quercia la processione con l’immagine della Madonna.
Domenica 10 settembre, il Patto d’amore. La mattina, alle 10,30, la messa solenne del vescovo Orazio Fracesco Piazza alla presenza della sindaca di Viterbo e di tutte le autorità civili e militari. Poi alle 16,30 la processione che partirà da Santa Maria del Paradiso con 30 confraternite, gli sbandieratori e altre realtà. E per la prima volta tutti i comuni, 35, che fanno parte della diocesi di Viterbo.
Don Massimiliano Balsi
La processione raggiungerà poi la basilica di Santa Maria della Quercia dove verrà rinnovato il Patto d’amore con l’omaggio floreale della sindaca alla Madonna, l’accensione delle due lampade, una a nome del comune e l’altra della diocesi, e la firma del patto.
Il Patto d’amore risale al 1467, quando la città invocò la liberazione dall’epidemia che si stava diffondendo, promettendo, in cambio della salvezza, che avrebbe sostenuto la devozione di Maria. La peste finì due giorni dopo e il 20 settembre 1467 la popolazione stipulò il patto d’amore con la Madonna della Quercia. Dal 1986, per volere di Papa Giovanni Paolo II, la Madonna della Quercia è patrona di tutta la diocesi di Viterbo.
“Un appuntamento – ha sottolineato poi Frontini – che ha un’importante valenza storica e culturale”.
Irene Temperini
“Una festa religiosa per eccellenza – ha aggiunto don Emanuele Germani -. Un evento che interessa tutte le parrocchie della diocesi di Viterbo, una novantina in tutto, e 35 comuni.
“Abbiamo invitato tutti i sindaci dei comuni della diocesi – ha sottolineato Temperini -. Un popolo che va in processione dalla sua madre celeste. Abbiamo inoltre firmato una convenzione con il ministero dei beni culturali per fare eventi in basilica per i prossimi tre anni, un segno importante lungo il cammino che abbiamo intrapreso”.
Don Emanuele Germani
I festeggiamenti per la Madonna della Quercia proseguiranno anche nei giorni successivi con altri eventi. Tra questi, il 15 settembre alle ore 21, una visita guidata straordinaria notturna di tutti gli spazi esterni e interni del complesso monumentale della Quercia.
Daniele Camilli
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