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Civitavecchia - Operazioni della guardia di finanza a tutela dell'ecosistema marino

Pesca a strascico a soli 17 metri dalla riva, imbarcazioni bloccate

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Operazione della guardia di finanza

Operazione della guardia di finanza

Operazione della guardia di finanza

Operazione della guardia di finanza


Civitavecchia – Guardia di finanza contro la pesca illegale e per la tutela dell’ambiente e l’ecosistema marino.

“Nella notte del 7 settembre, i militari della Sezione Operativa Navale di Roma – spiegano dalla finanza in una nota – hanno individuato 3 soggetti intenti ad effettuare la pesca in tempo e in zona vietata: dopo un lungo appostamento, i militari sono intervenuti, ponendo fine all’azione illegale e sottoponendo a sequestro 300 chili di polpi che venivano rigettati in acqua ancora in vita. I 3 sono stati verbalizzati con sanzioni amministrative da mille a 3mila euro cadauno.

Nella stessa notte, l’equipaggio della Vedetta V. 821, in servizio di pattugliamento a mare, ha individuato a brevissima distanza dalla costa, nella zona di Capocotta, una turbosoffiante intenta alla pesca di molluschi quali telline e cannolicchi. La motovedetta del corpo è intervenuta prontamente sequestrando il pescato per un totale di circa 100 chili che è stato rigettato in mare ancora vivo. Al titolare della barca è stata elevata una sanzione amministrativa da mille a 6mila euro e la decurtazione di 6 punti dalla licenza di pesca.

Nel sud pontino, ancora in tempo di notte, un elicottero della sezione Aerea di Pratica di Mare individuava 3 pescherecci intenti ad effettuare la pesca a strascico a distanza vietata dalla costa su una batimetrica di soli 17 metri (contro i 50 metri previsti per legge) creando cosi danni ingenti alla fauna ittica ed alla posidonia marina. Immediatamente il mezzo aereo allertava le unità navali della sezione operativa navale di Gaeta che convergevano in zona, interrompendo l’azione di pesca illegale.

In supporto è intervenuto anche il guardacoste G.98 Feliciani, della Stazione Navale di Civitavecchia, salpato dal porto di Ponza, per portarsi nella zona di operazioni e scortare i pescherecci fermati fino alla darsena del porto di Gaeta.

Nonostante il tentativo di oscurare la loro presenza nella zona vietata, tenendo volontariamente spenti i sistemi di tracciamento satellitari obbligatori per legge, le fiamme gialle aeronavali, grazie ai sistemi di localizzazione ed identificazione presenti a bordo dell’elicottero AW139, hanno individuato con precisione gli autori”.

L’operazione si è conclusa alle prime luci dell’alba, con sanzioni amministrative per 12mila euro, oltre al sequestro delle reti da pesca ed alla decurtazione di 6 punti sulla licenza di pesca per ogni armatore.

“Le operazioni in rassegna testimoniano la grande attenzione che il reparto operativo Aeronavale di Civitavecchia dedica di contrasto della pesca illegale ed alla tutela dell’ecosistema marino grazie al coordinamento tra mezzi navali, aerei e terrestri, pronti ad intervenire in tempi brevissimi, rispondendo in maniera adeguata al tipo di minaccia in corso.

La pesca a strascico sottocosta e la pesca illegale in genere distruggono l’habitat riproduttivo della fauna marina: questa scellerata condotta, nel medio-lungo termine, si ritorce contro la categoria dei pescatori onesti, i primi che dovrebbero avere interesse a tutelare l’ecosistema marino nel suo complesso”, spiega il colonnello Camillo Passalacqua, comandante del reparto operativo aeronavale di Civitavecchia.


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9 settembre, 2023

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