Viterbo – Sempre caldissimo il fronte del Rocchi. In questi giorni si sta consumando la fine di una prima fase, con la Viterbese che lascia lo stadio cittadino. L’attesa è per il 13 settembre quando il Tar si pronuncerà sul ricorso della Viterbese. E, dopo le ultime uscite della sindaca Chiara Frontini, arriva la replica dell’avvocato della Viterbese Luca Tilia. Una questione tutta politica ormai che tra pochi giorni dovrebbe vedere un primo punto fermo. Ma che probabilmente avrà strascichi a non finire. Un danno per la città e per lo sport cittadino sicuramente.
Cosa pensa delle tesi sostenute dalla sindaca Frontini?
“Nel leggere le dichiarazioni della sindaca Frontini – inizia Tilia -, sono rimasto perplesso e basito in quanto le sue affermazioni sono prive di fondamento. Frontini sa benissimo che il campo non potrà essere assegnato con la procedura di manifestazione di interessi avviata, in quanto la regione Lazio, proprietaria del terreno di gioco, ha messo in dubbio la procedura che il comune ha avviato in modo illegittimo”.
Il rischio è che nessuna squadra giocherà quest’anno al Rocchi.
“Io credo che la sindaca deve essere chiara con i cittadini – continua l’avvocato -. Purtroppo si rischia che il Rocchi non vedrà giocare alcuna squadra quest’anno, cosa che non è mai successa se non durante la seconda guerra mondiale. Ovviamente noi speriamo che il Tar ci dia ragione e così poter utilizzare l’impianto”.
Sul piano economico come valuta le scelte del comune?
“Sono certo che qualcuno dovrà pagare il danno subito dalla Viterbese. La Viterbese dopo una retrocessione sofferta, non si è potuta iscrivere al campionato di serie D, per la scelta personale della sindaca Frontini che ha deciso di non firmare il nulla osta necessario per l’iscrizione al campionato”.
I tifosi sono ovviamente amareggiati.
“Capisco l’amarezza dei tifosi. Non immaginate quanto siamo dispiaciuti noi dirigenti e la proprietà del club, per aver subito un danno così grande senza motivazione alcuna. In questi giorni stiamo smontando i led e portando via il materiale di nostra proprietà, rimettendoci tanti soldi, per cui oltre il danno c’è tanta amarezza. Con la sua decisione la sindaca ha distrutto il club sportivo più importante della provincia di Viterbo”.
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