Viterbo – Furto in auto sotto gli occhi delle telecamere
Viterbo – (sil.co.) – Giudizio immediato per il topo d’auto con la passione del sushi arrestato dalla polizia lo scorso mese di febbraio.
Si tratta di un 36enne italiano con precedenti, residente in una frazione del capoluogo, comparso questo mercoledì davanti al nuovo giudice monocratico Jacopo Rocchi che, dopo l’ammissione prove, ha rinviato a dicembre la prima udienza dibattimentale del processo, nel corso della quale saranno sentiti i testimoni della procura.
L’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è stato arrestato lo scorso 16 febbraio, con l’accusa di essere l’esecutore materiale, assieme a un complice, del furto di 800 euro in contanti, 530 euro dei quali in soldi spicci, da una vettura Mini Country Man dotata di impianto di videosorveglianza, parcheggiata all’ora di pranzo del 19 gennaio davanti a un ristorante-sushi, ai danni del titolare del locale.
Avrebbe provato a travisarsi il volto indossando un cappellino da baseball scuro, ma gli occhi vigili delle telecamere di sicurezza, puntate sia dentro che fuori la vettura, non gli avrebbero lasciato scampo. È stato incastrato in pochi giorni dagli uomini della squadra mobile.
Tra gli elementi che hanno condotto gli investigatori sulle sue tracce, la Bmw di colore blu usata per il colpo del 19 gennaio, di proprietà della madre.
Poco prima di commettere il furto il 36enne avrebbe effettuato un sopralluogo con la stessa vettura, alla cui guida c’era il complice non identificato, tornando poco dopo con la stessa auto, sulla quale nel frattempo era stata montata una targa diversa, di un altro veicolo in circolazione a Monza.
Nell’abitazione dell’indagato sono stati rinvenuti dalla polizia, durante una perquisizione, una tuta Adidas nera con le tre strisce laterali di colore bianco, come quella indossata dal ladro ripreso dalle telecamere, nonché quattro rotoli di plastica contenenti 40 monete, ciascuna da 20 centesimi, riconosciute come sue dalla parte offesa, che sembra avesse prelevato gli spicci per la sua attività la mattina stessa in banca.
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
