Cernobbio – “Vogliamo che il Mediterraneo non sia cimitero di migranti”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo intervento al Forum Ambrosetti, a Cernobbio.
Vogliamo che il Mar Mediterraneo si trasformi in un mare “di pace, di commercio e di sviluppo” anziché “un cimitero di migranti”, ha detto il vicepremier Tajani.
Per poi aggiungere: “Non sappiamo questa instabilità nell’Africa sub sahariana dove porterà il continente ma dobbiamo fare sì che non si ritorca contro di noi. Questo significa anche controllare i flussi migratori. Perché i flussi migratori rischiano di diventare insostenibili e rischiano di provocare un costo insostenibile all’Italia. Anche qui serve una politica europea dell’immigrazione, più solidarietà e più strategia. Ogni singolo stato può forse erigere qualche muro ma non risolve il problema dell’immigrazione. Uno dei punti fondamentali di cui non si è parlato in Europa in questi anni e non è stato al centro delle politiche Ue è stata l’Africa”.
“L’Europa per contare deve avere una forza economica e non solo commerciale – ha precisato il ministro degli Esteri -. Non deve essere solo un grande mercato ma deve avere la capacità di competere a livello industriale”.
“Non ci deve essere una Europa a trazione di due o tre Paesi, si devono fare tutte le riforme, dobbiamo riformare il patto di Stabilità e arrivare a concludere l’unione bancaria”, ha affermato Tajani.
“La Via della seta, se andiamo ad analizzarla non ha portato i risultati che ci attendevamo. Le esportazioni dell’Italia verso la Cina nel 2022 sono ammontate a 16,5 miliardi di euro, quelle della Francia a 23 e quelle della Germania a 107. Il parlamento – ha affermato – dovrà fare una valutazione e poi decidere se rinnovare o meno la nostra partecipazione a questo progetto”.
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