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Vetralla - Fingendosi nipote e direttore delle poste, volevano farsi consegnare migliaia di euro - L'anziana: "Ho capito subito cosa stava succedendo, grazie all'informazione di giornali e tv ho saputo difendermi"

77enne sventa una truffa: “Volevano fregarmi? Magari sarà per la prossima…”

di Barbara Bianchi
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Anziana donna

Anziana donna

Carabinieri, generica

Carabinieri

Vetralla – “Volevano fregarmi? Magari sarà per la prossima…”. La voce non è certo quella che ci si aspetterebbe da una 77enne e nemmeno lo spirito. Tantomeno la prontezza d’animo. Perché Ada (nome di fantasia, ndr) è l’anziana signora che appena tre giorni fa è riuscita a salvarsi da una truffa.

“Ormai se ne sentono di tutti i colori, in tv, sui giornali e non appena il mio telefono è squillato ho capito subito che c’era qualcosa che non andava” spiega. Ma nessuna titubanza. “Appena ho realizzato, mi sono detta: ‘Vogliono giocare? E giochiamo’”. E da quel momento è stata lei a tenere le redini della situazione. Dall’altro capo del telefono due uomini. Uno che si sarebbe spacciato per suo nipote, chiedendole di ritirare un pacco a suo nome pagando migliaia di euro, l’altro per il direttore delle poste. 

“Lo scorso 8 settembre, ero a casa da sola. Mia figlia era appena andata via quando il mio telefono è squillato – racconta Ada -. Una voce mi ha chiamato nonna e, dicendo di essere mio nipote, mi ha chiesto di ritirare un pacco per suo conto. A breve mi avrebbe chiamato anche il direttore delle poste” spiega. Ed è stato in quel momento che ha capito che qualcosa non andava. 

La scusa sarebbe stata la solita. Un pacco da ritirare e una cifra a tre zeri da pagare alla consegna. “Mi hanno detto che se non avessi pagato, mio nipote sarebbe stato contravvenzionato e arrestato. Ho detto loro che 2mila euro non li avevo, ma che potevo arrivare a circa 800 tra quelli che tengo nel cassetto. Così sono andata di là a far finta di contarli uno per uno. Scusandomi però con loro. Essendo anziana camminavo a fatica e ci avrei messo un po’”. 

Una scusa per prendere tempo e allontanarsi dalla cornetta. “Ho anche detto loro che non avevo il cordless ma il telefono a fili, per questo non potevo portarlo con me”. Invece, tutta finzione. “Una volta in camera ho chiamato i carabinieri, ho raccontato tutto e così alcuni minuti dopo sono intervenuti”. 

I due malviventi stavano poco lontano dal cancello di Ada. “Mentre ero al telefono con i carabinieri, i due truffatori continuavano a chiedermi di uscire, che fuori casa c’era il postino e mi stava aspettando. Non vedendo aprire il cancello, mi hanno anche fatto richiamare dal finto direttore. Ho preso tempo e mi sono presa gioco di loro fino all’arrivo dei carabinieri. Se volevano fregarmi, hanno capito male…”. 

I due uomini, identificati poi come due 40enni napoletani, sono stati denunciati in stato di libertà alla procura di Viterbo. 

Barbara Bianchi


– Si fingono impiegati delle poste e tentano di truffare un’anziana


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11 settembre, 2023

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