Rissa a piazza del Sacrario – Intervento di polizia e 118
Viterbo – (sil.co.) – Lite finita nel sangue al Sacrario, nel vivo il processo ai due amici, uno romeno di Orte e l’altro italiano di Viterbo, di 31 e 32 anni, coinvolti in uno degli episodi di violenza avvenuti a fine primavera di due anni fa in pieno centro storico a Viterbo.
Era la notte tra domenica 13 e lunedì 14 giugno 2021 quando i due amici sarebbero andati insieme a bere qualcosa al Sacrario. Peccato che, non si sa perché, a un certo punto abbiano litigato, gli animi si siano surriscaldati e siano spuntati fuori un coltello e una bottiglia di birra rotta, con cui si sarebbero fronteggiati, procurandosi reciprocamente lesioni alle mani e al volto nel tira e molla.
Il 32enne romeno, all’esplosione del diverbio, si sarebbe allontanato, ma solo per tornare poco dopo brandendo minacciosamente all’indirizzo dell’italiano una bottiglia di vetro rotta. Quest’ultimo si sarebbe a sua volta allontanato, facendo una breve tappa nella propria abitazione da dove sarebbe tornato armato di un grosso coltello da cucina, arrivando allo scontro fisico, finito male per entrambi, condotti in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, dove sono stati medicati.
Come in altri casi, il parapiglia è stato prontamente sedato dalla polizia, che ha proceduto all’arresto dei due contendenti entrambi feriti. Recuperato il coltello ritrovato nascosto in una siepe, i due, con diversi precedenti penali, furono bloccati e portati al pronto soccorso di Belcolle, da dove vennero dimessi con prognosi di 15 giorni e 10 giorni.
I due sono stati poi arrestati per lesioni personali aggravate e l’italiano anche per porto di armi od oggetti atti ad offendere. All’italiano è stato contestato pure il porto senza giustificato motivo di armi per via del coltello, un grosso coltello da cucina per l’appunto, col manico di plastica di colore bianco, della lunghezza complessiva di circa 32 centimetri, che è stato rinvenuto nella vegetazione completamente intriso di sostanza ematica
All’interrogatorio di convalida, dissero di non ricordare il motivo scatenante del violento litigio che è finito male e ha rischiato di finire peggio. Difesi dagli avvocati Valerio Panichelli e Luigi Mancini furono rimessi in libertà in attesa del processo, ripreso nei gironi scorsi davanti al nuovo giudice Giovanna Camillo, che ha rinviato alla prossima primavera la sentenza.
L’avvocato Luigi Mancini
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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