Viterbo – (sil.co.) – Eroina da strada “Brown Sugar” al market della droga adiacente corso Italia. Prodotta prevalentemente in paesi come l’Iran e l’Afghanistan, è color caramello, per lo più si fuma e soprattutto dà più facilmente dipendenza. Due arrestati per spaccio. Ai domiciliari un 31enne. Obbligo di dimora e divieto di uscire la notte per un 36enne.
Viterbo – Carabinieri – Supermarket della droga – Il materiale sequestrato
Un vero e proprio supermercato della droga in pieno centro storico. È quello che era stato attrezzato da due pusher nordafricani in un appartamento situato in uno dei vicoli tra corso Italia e via Mazzini. Un “punto vendita” dove era possibile anche la “consumazione”, gestito dai due nigeriani di 31 e 36 anni arrestati lunedì sera nel corso di un blitz “ad alta tensione” dei carabinieri.
Tra gli stupefacenti anche eroina del tipo “Brown Sugar”, la cosiddetta “eroina da strada”, color caramello, utilizzata spesso per essere fumata, prodotta principalmente in paesi come Iran, Pakistan, India, Nepal e soprattutto Afghanistan.
L’eroina più pericolosa, perché in grado di provocare il cosiddetto effetto “rush,” ovvero una fortissima sensazione di euforia che induce chi la consuma a utilizzarla di nuovo, aumentando il rischio letale di una eventuale overdose.
Il 31enne, approfittando della stazza robusta, avrebbe opposto strenua resistenza ai militari, prima cercando di disfarsi di una dose di cocaina, poi cercando di chiudere la porta con la forza per non farli entrare nell’abitazione, ingaggiando una tanto energica, quanto inutile colluttazione coi carabinieri.
– Smantellato supermarket della droga a due passi dal Corso
All’interno del “covo” c’erano il connazionale di 36 anni anche lui arrestato e due assuntori “cronici”, intenti a consumare sul posto lo stupefacente appena acquistato.
Nel “covo” della coppia di pusher africani c’era un vasto assortimento di droghe – eroina, cocaina, hashish e marijuana – pronte da spacciare. E c’erano anche un bilancino di precisione e una somma, presunto provento dell’attività di spaccio, superiore ai duemila euro in banconote di vari tagli, occultata in svariati nascondigli, tra cui nei calzini e nel tubo della cappa della cucina.
Assistiti dall’avvocato Matteo Moriggi, ieri mattina i due nigeriani sono comparsi davanti al giudice Jacopo Rocchi che, convalidando l’arresto, ha disposto la misura cautelare dei domiciliari per il 31enne che ha opposto resistenza, mentre il 36enne è stato rimesso in libertà anche se sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora nel comune di Viterbo, col divieto di uscire la sera, ovvero l’obbligo di rimanere nel proprio domicilio dalle 21 alle 6,30 del mattino.
Rinviato a novembre il processo per direttissima, per dare il tempo al legale di valutare l’opportunità di ricorrere a un rito alternativo, come il patteggiamento o l’abbreviato, che prevedono entrambi lo sconto di un terzo della pena. Gli arrestati, accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, avrebbero precedenti specifici ma non condanne definitive.
Viterbo – Carabinieri – Supermarket della droga – Il materiale sequestrato
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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