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Cadaveri non identificati - Resti umani in decomposizione hanno bloccato il traffico ferroviario mercoledì mattina - Era già successo 29 anni fa e il 6 agosto 2014 - Anche a Graffignano e Attigliano

Nella Tuscia otto morti senza nome dal 1994 ad oggi, il primo e l’ultimo sui binari della stazione di Orte

di Silvana Cortignani
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La polizia alla stazione di Orte

La polizia alla stazione di Orte


Viterbo – Macabra scoperta di resti umani in decomposizione sui binari alla stazione di Orte grazie all’allarme lanciato da un macchinista. È successo verso le 11,30 di mercoledì 18 ottobre. Attualmente si pensa che il cadavere non sia morto di recente, visto lo stato di decomposizione. Inoltre non si sa se la vittima sì sia suicidata, sia stata uccisa o altro. 

Non è la prima volta che sui binari del Viterbese e dintorni vengono rinvenuti cadaveri dall’identità sconosciuta. La prima fu il 14 febbraio 1994 quando, vittima di un investimento ferroviario, fu trovato a Orte il cadavere di un uomo sulla quarantina mai identificato. L’ultima è stata l’11 gennaio 2022, quando un corpo senza vita è stato ritrovato sui binari nei pressi della stazione di Attigliano, nell’Umbria prossima al confine. Altri resti umani sono stati rinvenuti,  sempre a Orte, il 6 agosto 2014 nella scarpata della strada che costeggia la ferrovia. Risale invece all’8 giugno 2001 il ritrovamento del cadavere di un amerindo sulla tratta ferroviaria Roma-Orte a Graffignano. 

Otto finora in provincia di Viterbo, compresi i resti per ora misteriosi ritrovati mercoledì a Orte , i “cadaveri senza nome” i cui corpi mai identificati sono stati rinvenuti tra il 1994 e il 2015, “iscritti” nell’apposito registro nazionale del ministero dell’interno. 

Tra i più recenti, il teschio ritrovato nei pressi dell’ospedale di Belcolle la mattina del 17 luglio 2020. Cinque anni prima era stata la volta dello scheletro ritrovato sulla Palanzana il 20 ottobre 2015. Un giallo, tanto più se si considera la zona impervia e la prossimità con Viterbo, dove però non sono stati registrati scomparsi. Grazie al registro, si sa cosa indossava al momento della morte. Il corpo senza vita di un uomo di colore, rimasto ignoto, è stato trovato a Capodimonte il 25 luglio 2008. 

Gli ultimi tre macabri ritrovamenti risalgono a oltre venti anni fa. Sono il cadavere dell’ amerindo sulla tratta ferroviaria Roma-Orte a Graffignano l’8 giugno 2001, il corpo di una donna ritrovato in località Filippetti area Cagnaniello a Civita Castellana il 12 aprile 2000 e quello dell’uomo trovato  a Orte il 14 febbraio 1994. 



Orte, 18 ottobre 2023
Resti umani in decomposizione, per ora ignoti, sono stati trovati sui binari alla stazione di Orte grazie all’allarme lanciato da un macchinista.

Ospedale di Belcolle, 17 luglio 2020
Un operaio addetto allo sfalcio dell’erba vicino alla pista di decollo e atterraggio dell’elisoccorso Pegaso, si è trovato di fronte un teschio che giaceva chissà da quanto tempo in mezzo all’erba alta. Il teschio fu anche sottoposto ad accertamenti e rilievi odontologico-forensi al fine di pervenire ad un profilo biologico e alla eventuale attribuzione personale. Senza successo. 

Palanzana, 20 ottobre 2015
Indossava una tuta, una sciarpa, calzini e scarpe da ginnastica l’uomo il cui corpo scheletrizzato è stato rinvenuto nell’autunno di sette anni fa vicino alla Croce, sulla vetta della Palanzana. In base agli accertamenti è stato stabilito il decesso per impiccagione. Nei pressi è stata rinvenuta una corda. I resti ritrovati, del peso in tutto di non più di una ventina di chili, sarebbero stati sbranati dagli animali. A dare l’allarme, verso mezzogiorno, fu un cercatore di funghi. Il corpo, situato in una località impervia, fu recuperato con un verricello da un elicottero dei vigili del fuoco con a bordo il personale del nucleo Saf  (Speleo alpino fluviale).

Orte, 6 agosto 2014
Il cadavere lo ha trovato un uomo che si era fermato lungo la strada che costeggia la ferrovia per un guasto all’ape. Mentre camminava sul ciglio della carreggiata ha notato tra le erbacce la sagoma di un uomo disteso a terra. Di razza caucasica, biondo, tra i 35 e i 40 anni, alto 1,60. E’ quello che sappiamo dell’aspetto della vittima. Quando è stato ritrovato, in località San Bernardino, già in stato di decomposizione, indossava jeans, una camicia, un giubbino nero, un paio di scarpe di colore nero, una felpa leggera e slip neri. 

Capodimonte, 25 luglio 2008
Non è servita nemmeno la cicatrice nella regione orbitale sinistra. E’ rimasto senza nome il corpo del giovane di colore, di età compresa tra i 20 e i 25 anni, secondo l’autopsia morto probabilmente per impiccagione. Di lui si sa che era altro 1,85 e che pesava 75 chili. Di corporatura esile, aveva i capelli ricci, neri, corti e portava la barba a pizzetto. Segni particolari, per l’appunto, la cicatrice vicino all’occhio sinistro. 

Graffignano, 8 giugno 2001
Non è stato mai identificato l’amerindo tra i 30 e i 35 anni il cui corpo è stato rinvenuto oltre venti anni fa sulla tratta ferroviaria Roma-Orte. Alto 1,65, indossava una camicia di jeans celeste, pantaloni jeans, una canottiera bianca, calze bianche con righe rosse marca Ferrari, scarpe di cuoio marroni e un bracciale di plastica nero. 

Civita Castellana, 12 aprile 2000
E’ l’unica donna trovata cadavere e mai identificata nel Viterbese. Di corporatura esile, alta circa 1,60, tra i 30 e i 35 anni, aveva i capelli castano scuro e portava una protesi dentaria all’arcata superiore. Quando è stata ritrovata aveva addosso soltanto il reggiseno, un paio di slip e i  pantaloni jeans.

Orte, 14 febbraio 1994
Vittima di un investimento ferroviario, secondo il registro nazionale delle persone non identificate, si tratta di un uomo sulla quarantina, alto 1,70, del peso di 68 chili. Indossava pantaloni, giacca in pelle e un maglione blu al momento del ritrovamento, il giorno di San Valentino. Da 29 anni la sua identità è avvolta nel mistero. 

Silvana Cortignani


Articoli: Resti umani trovati sui binari, accertamenti per risalire all’identità – Resti umani trovati sui binari alla stazione di Orte


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23 ottobre, 2023

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