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Viterbo - Il caposcorta del giudice Falcone ucciso nel 1992 - Donato il libro della moglie da parte dell’associazione nazionale polizia di stato

“Non ci avete fatto niente”, alla Fantappiè il ricordo di Antonio Montinaro

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Scuola Fantappiè - Donazione libro Tina Montinaro

Scuola Fantappiè – Donazione libro Tina Montinaro

Scuola Fantappiè - Donazione libro Tina Montinaro

Scuola Fantappiè – Donazione libro Tina Montinaro

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Si è svolta martedì 10 ottobre presso la Biblioteca “Lara Magrelli” dell’istituto comprensivo “Luigi Fantappiè” di Viterbo la cerimonia di donazione del libro di Tina Montinaro “Non ci avete fatto niente” da parte dell’associazione nazionale polizia di stato della sezione di Viterbo.

Presenti alla cerimonia una classe della scuola secondaria Luigi Fantappiè, il dirigente scolastico Valeria Monacelli e un gruppo di volontari dell’Associazione tra cui Valeria Forgione, Mauro Pastori e Marco Mingarelli, ideatore dell’iniziativa, che si è fatto portavoce per tutti e ha avuto l’idea della donazione alla biblioteca dell’istituto viterbese.

“Non ci avete fatto niente”. È questo il titolo del libro che Tina Montinaro dedica a suo marito Antonio, poliziotto e caposcorta di Giovanni Falcone scomparso nell’esplosione del 23 maggio 1992 sull’autostrada per Capaci insieme al giudice ed a sua moglie Francesca Morvillo, ai colleghi Vito Schifani e Rocco Dicillo.

Grazie alla donazione il libro è ora parte integrante del patrimonio librario della biblioteca scolastica “Lara Magrelli” con una dedica speciale di Tina Montinaro rivolta a tutte le alunne e gli alunni dell’istituto Comprensivo Fantappiè. L’iniziativa è parte integrante delle attività sulla Legalità che l’istituto comprensivo Fantappiè porta avanti da anni all’interno della propria progettazione curricolare ed extracurricolare.

Grande è stata l’emozione per alcuni dei ragazzi coinvolti che, a nome di tutti, hanno ricevuto questo dono.

Tra gli scaffali della biblioteca è fiorito un piccolo “Giardino della Memoria” costellato di ulivi e alimentato dai pensieri e dalle riflessioni dei ragazzi che hanno dato voce al proprio desiderio di legalità e di giustizia: “Mi chiamo Francesco e per me la legalità è aiutare persone bisognose con doni essenziali”; “Io sono Elizabeth e per me la legalità è non avere paura di affrontare una persona che bullizza o che minaccia un’altra. La legalità è aiutare anche se si ha paura e si mette a rischio se stessi”.

Le ragazze e i ragazzi hanno riconosciuto nelle parole di Tina Montinaro la testimonianza viva della lotta alla mafia e questo “incontro” è diventato un’occasione di crescita: per Alice “La storia di Antonio Montinaro ci insegna la giustizia che è sempre un buon motivo per lottare”. 

Istituto Comprensivo “Luigi Fantappiè” di Viterbo


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17 ottobre, 2023

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